Congresso Cisl di Caserta, l’appello di don Aldo in difesa delle vittime di tratta

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“Tra coloro che permettono questo mercato vergognoso ci sono i clienti e cioè i primi responsabili di questa schiavitù. Per questo dobbiamo fermare la domanda che è la causa di questa offerta così tanto diffusa”. Lo ha detto don Aldo Buonaiuto il 17 ottobre al congresso Cisl della regione Campania alla presenza del Segretario Generale Anna Maria Furlan. Di seguito riportiamo l’articolo pubblicato su Interris.it.

Al congresso Cisl della regione Campania alla presenza del suo Segretario Generale Anna Maria Furlan e del Presidente della Regione Campania Vincenzo Luca è stata ascoltato con grande interesse l’intervento sul tema dello sfruttamento della prostituzione di don Aldo Buonaiuto, impegnato da molti anni al fianco di don Oreste Benzi dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Il prete di strada ha richiamato anche le istituzioni campane ad impegnarsi per questa tragedia umana intorno alla quale si registrano, da più parti nella società civile, indifferenza e ignoranza dinanzi a chi perde la propria vita a causa dei vari schiavisti. “Tra coloro che permettono questo mercato vergognoso – dice don Aldo – ci sono i clienti e cioè i primi responsabili di questa schiavitù. Per questo dobbiamo fermare la domanda che è la causa di questa offerta così tanto diffusa”. Nel raccontare le storie di queste giovanissime donne, i loro drammi e le strategie dei vari racket è stata presentata la campagna “Questo è il mio corpo”, con la richiesta di firmare una petizione volta a sostenere una proposta di legge che prevede di colpire lo sfruttamento contrastando il cliente con sanzioni importanti.

Annamaria Furlan nelle sue conclusioni ha ripreso il tema auspicando l’impegno di tutti i sindacalisti a favore della campagna promossa dalla Comunità di don Benzi. La Furlan ha chiesto che la sua organizzazione confederale metta sempre più al centro la persona partendo dagli ultimi. Nel ringraziare don Aldo ha riconfermato il grande impegno della Cisl per sostenere progetti di integrazione e lavoro per le donne che una volta uscite dal tunnel della tratta hanno bisogno di lavorare.

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