Una politica da escort

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Abbiamo appena assistito alle giornate molto convulse della politica italiana. Il mercato dei posti in parlamento ha raggiunto livelli inimmaginabili per la gente comune. Le persone semplici e oneste sono così occupate ad arrivare alla fine del mese che neanche si consentono di seguire a pieno le commedie tragicomiche di questi partiti: per lo più venditori di fumo, intrepidi specialisti di illusionismo, se non beceri mercenari senza scrupoli di sorta. Quanti politici sono rimasti esclusi dai nuovi giochi, con loro massima frustrazione, e quante nuove leve sono entrate con la condizione assoluta di non adombrare mai il capo di riferimento, accettando così di essere inferiore per scelta e per opportunismo!

Questa legge elettorale torna molto utile per i nostri potenti prepotenti al fine di soffocare ogni possibile forma di rinnovamento e soprattutto per scoraggiare qualunque sognatore di novità. Ascolteremo per intere settimane le medesime fandonie, trite in tutte le salse, appellandosi senza ritegno alla fiducia del popolo. Ma come si può dare fiducia a tanti mercenari? Come si fà ad affidarsi a chi è corruttore di natura? Mentono sapendo di mentire proprio come quegli scribi e farisei tanto invisi a Gesù perché usavano il popolo invece di servirlo, legando pesanti fardelli sulle spalle della povera gente e guardandosene bene dal volerli minimamente ridurre.

Dicono che i nuovi farisei della politica oggi siano addirittura collegati alle mafie e alla criminalità organizzata: se ciò fosse vero avremmo uomini e donne senza scrupoli di sorta, prostituiti al più forte e indifferenti perfino al sangue! Questo quadro tenebroso della realtà odierna dovrebbe farci sussultare e ribellare, spingendoci ad uscire dalle catacombe dell’omertà e del ripiegamento e ad alzare la testa per combattere senza paura. Invece di farsi usare da chi vuole solo cavalcare la rabbia del Paese bisognerebbe assumersi il coraggio della responsabilità e della verità. In questa società così drogata di opportunismo bisognerebbe – come Gesù al tempio – rovesciare i banconi dei trafficanti di ogni bassezza per isolare camaleonti e truffatori e lasciare il posto a chi realmente, e non solo con belle parole, sente l’importanza di servire il Paese piuttosto che servirsene.

L’Italia davvero non può più permettersi di continuare inerme a farsi spremere perché tutto ciò porterà inevitabilmente alla sua implosione. Questa culla dell’occidente senza nascite è destinata a scomparire a causa del grande tradimento perpetrato a danno delle sue radici cristiane. Il programma di Papa Francesco nella “Laudato Si” dovrebbe indirizzare i cuori e le menti dei nostri “servitori del bene comune” mentre purtroppo si preferisce attuare la politica famelica e menzognera del diavolo, rincorrendosi come tanti portatori di divisione che indifferenti spadroneggiano nei media.

E allora per i cittadini la scelta dovrebbe essere un’altra ovvero, invece di farsi usare, unirsi come tante minoranze del bene, consapevoli del fatto che i popoli nella storia quando hanno scelto di uscire dalle catacombe della paura sono diventati i motori della ricostruzione del vero bene comune. Bisogna avere il coraggio di incontrarsi guardandosi negli occhi per ascoltarsi e confrontarsi con onestà piuttosto che infierire sulle omissioni altrui e ciò per il semplice fatto di non avere personali argomentazioni di valore. E’ ora di riprendere la zappa in mano e vangare il tanto terreno buono presente nel cuore degli italiani ma che è stato violato e sedotto da ormai troppi anni.

Bisogna seminare con pazienza e fermezza, non con la fretta dei narcisisti bensì con la forza di volontà e il sano desiderio di coltivare terre nuove e feconde per frutti di valore. Certamente fà bene il Capo dello Stato a richiamare i cittadini alla partecipazione al voto ma quando il livello si rivela così basso e così finto come si fa a prendersela con il popolo?

“Questa realtà socio-politica non è redimibile ma è solo sostituibile”, queste parole proferite tanti anni fa da don Oreste Benzi inizialmente non le capii pensandole addirittura esagerate. Oggi le comprendo e le condivido.

Editoriale di don Aldo pubblicato su Interris.it.

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