“Un numero verde per aiutare le vittime a denunciare”

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Continua a far discutere il caso del “guru” della macrobiotica Mario Pianesi e della presunta “psico-setta” su cui sta indagando la Polizia.

La vicenda inizia nel 2013 con la denuncia di una donna che era arrivata a pesare 35 kg. Dopo una settimana di ascolto presso la Squadra Mobile di Forlì iniziava una indagine che si è sviluppata fino ad oggi coinvolgendo altre importanti testimonianze seguite poi dalla Squadra Mobile di Ancona supportati dalla Squadra anti sette del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Secondo gli investigatori il “maestro” guidava i proprio adepti assoggettandoli alle proprie indicazioni, sottoponendo le vittime a diete ferree. Ora l’ideatore di questa “alimentazione pseudo naturale” è indagato per associazione a delinquere, riduzione in schiavitù, reati fiscali, esercizio abusivo della professione medica.

Un tema che anche oggi ha visto l’intervento in tv di don Aldo Buonaiuto, invitato alla trasmissione “La vita in diretta” di Rai Uno in qualità di coordinatore nazionale del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Chi si rivolge ai presunti “santoni”, in qualche caso può ricevere apparenti benefici inziali. Questo è un modo per far cadere le vittime nella trappola delle sette. Lo ha spiegato molto chiaramente don Aldo: “La dinamica del mondo settario è consolidata. In genere, guru e santoni, e in Italia ce ne sono di tutti i tipi, dai più folli ai più truffaldini, promettono soluzioni immediate. E lì dove la scienza medica non può darne con la bacchetta magica, si inseriscono personaggi improbabili che hanno dietro micro o macro sette, organizzazioni spesso improvvisate, che approfittano di persone fragili che vengono più facilmente adescate proprio perché si trovano in situazioni di debolezza, di disperazione”. Don Aldo ha poi sottolineato con forza un concetto che può sembrare scontato ma che in realtà non lo è per quanti si trovano in condizioni di precarietà: “Per le diete si va dai medici, non da personaggi improvvisati”.

Altro aspetto preso in esame è quello della sottomissione delle vittime, che nel caso della cosiddetta “setta macrobiotica” sarebbero state plagiate dai capi al punto di non avere più una volontà propria: “Sono i metodi tipici dei manipolatori del mondo delle sette – ha spiegato don Aldo Buonaiuto – Se la magistratura dovesse accertare i fatti contestati, ci troveremmo di fronte all’ulteriore follia di un gruppo che ha fomentato vittime. E a queste ultime deve andare il nostro pensiero – ha sottolineato – Per questo meritano un plauso la Polizia di Stato per l’impegno che mette nel combattere questo fenomeno ma anche i media che ne parlano. Occorre far emergere un mondo sotterraneo che si fa beffe dello Stato, anche per una legislazione a volte carente, e sostenere le vittime. Per questo il fondatore della Comunità Papa Giovanni, don Oreste Benzi, istituì il numero verde 800228866 affinché le vittime potessero denunciare le loro vicende senza paura. Spesso – ha concluso – le vittime non hanno il coraggio di parlare e invece devono essere aiutate a farlo per evitare che altri cadano nella stessa trappola”.

Articolo di Salvatore Caporale pubblicato su Interris.it.

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