Don Buonaiuto: “Le vittime delle sette sono persone fragili”

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“La Vita in Diretta” si è occupata della vicenda di cronaca della presunta “psico-setta del macrobiotico” di Ancona. Nell’ambito della trasmissione di Rai Uno don Aldo Buonaiuto, direttore di In Terris e coordinatore nazionale del “servizio Antisette” (che risponde al numero 800228866) della Comunità Papa Giovanni XXIII, in qualità di esperto ha parlato non della vicenda specifica di cronaca, bensì del tema in generale.

“Le sette approfittano delle persone che si trovano in uno stato di bisogno”, ha detto il sacerdote. “Purtroppo la risposta settaria a queste situazioni di difficoltà – ha aggiunto don Buonaiuto – è fittizia, a volte truffaldina, e può portare a conseguenze anche molto gravi”.

Del resto – ha sottolineato il direttore di In Terris – “le vittime delle sette sono persone che si trovano in un momento di grande fragilità, di debolezza psicologica, di angoscia”. Tutte queste condizioni – ha proseguito – portano le persone a cercare “risposte immediate, che non si riescono a trovare con la scienza medica o attraverso altre vie ordinarie”.

Il trucco delle psico-sette – ha spiegato don Aldo – è quello di “mettere in atto ciò che viene definita la ‘love bombing’, cioè un’attenzione enorme, che promette la risoluzione immediata ai problemi”.

Come riconoscere le vittime e quando intervenire per aiutarle? Il sacerdote ha raccontato che è importante farlo quando notiamo che un nostro caro “viene isolato e cambia comportamento”. In certe situazioni – l’invito di don Buonaiuto – “dobbiamo anche trovare il coraggio di denunciare” perché “le vittime delle sette sono tante e hanno bisogno di aiuto”.

Il sacerdote ci tiene inoltre a fare “un plauso alla Polizia di Stato per l’importante impegno in favore delle vittime delle sette” ed ad invitare queste ultime a “trovare il coraggio di uscire e di denunciare”.

Articolo pubblicato su Interris.it.

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