L’Europa tradita

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Oggi è la festa di un’Europa non più unita come qualcuno ancora vorrebbe farci credere. La realtà è molto diversa da ciò che viene mostrato ogni giorno dai vari telegiornali di Stato dove si presenta un Continente vecchio ma ancora capace di gestire il sociale, l’economia e i rapporti con le grandi potenze del mondo. Di fatto l’Europa si sta arrugginendo a causa innanzitutto di quell’imperdonabile tradimento di aver rinunciato alle proprie radici cristiane. Questo rinnegamento ha provocato un declino valoriale senza precedenti perché è stato come se un figlio si rifiutasse di conoscere e comprendere le proprie origini parentali e quindi la provenienza culturale ereditata nel dna. L’Europa ha abbandonato le fucine della saggezza, del pensiero sapienziale con una certa corresponsabilità delle Chiese cristiane le quali non hanno saputo unirsi per lottare su quelle tradizioni storico culturali e religiose così importanti.

Il disegno dei nuovi strateghi del secolo scorso è stato efficace ed efficiente abbattendo il cuore dell’Europa e cioè la sua profonda cristianità. E’ stata tolta l’anima di questo Continente che, invece, nasce grazie a quel mondo monastico dove il lavoro interiore ed esteriore facevano la persona, il Paese, la società. San Benedetto è stato riconosciuto come il patrono di questo Continente per questo motivo ma è stato del tutto dimenticato a causa del caos di un’ignoranza sempre più diffusa. I globalizzatori dell’indifferenza e la follia dei “senza Dio” si sono alleati attaccando sempre più duramente i Paesi per cui esiste l’Occidente e da cui è stato generato. Il tradimento di queste radici ci porta oggi a un’instabilità totale, senza pietà per le nuove generazioni che hanno invece così tanto bisogno di sani punti di riferimento. Il deserto valoriale sta distruggendo l’umanità che, in nome di una falsa libertà, diventa sempre più violenta, rabbiosa e spaventata.

L’altro, il diverso, fa paura perché, avendo perso la propria identità, siamo diventati socialmente vulnerabili. Le reazioni politiche e sociali in genere sono la conseguenza di questa debolezza impregnata di frammentazioni e confusioni. La dittatura del relativismo impera ovunque mostrandoci non più una comunità di popoli ma un’accozzaglia di Paesi assediati dai molteplici mercenari, mafiosi locali e internazionali. La nostra Europa scivola nelle grinfie di altre potenze esterne che ci stanno rubando tutto, anche la dignità. Sentiamo solo grandi discorsi ma poi si soffoca nell’opportunismo che non lascia scampo. Eppure ci deve essere una strada, un sano e santo orgoglio almeno nei giovani e in quelle menti illuminate che, pur se minoranza, possono lottare per la rinascita di una nuova civiltà fondata sullo spirito di Gesù e quindi sulla capacità di accogliersi e di sostenersi rigenerando le fucine di quell’amour des lettres et le desir de Dieu (“l’amore delle lettere e il desiderio di Dio”) unica vera speranza per questa Europa.

L’azione profetica del patrono d’Europa, san Benedetto, è ancora necessaria affinché l’uomo odierno si liberi dai tanti gioghi che lo tengono oppresso, dalle nuove forme di schiavitù. Il messaggio della sua regola “ora et labora” era volta alla costruzione di un modello sociale non affogato dalla sola espansione economica ma da un equilibrio interiore di libertà e di pace. Il patrimonio spirituale del Continente è stato usurpato dimenticando che è stato proprio il Vangelo che ha unito l’Europa elaborando una corresponsabilità sui diritti dell’uomo, sulla giustizia e per uno sviluppo universale. Come non ricordare le grandi Università che organizzavano il sapere dove l’eziologia e la teleologia erano il criterio per le alte discussioni! Ora abbiamo bisogno di credere e operare per una nuova Europa che sarà tale soltanto se avrà il coraggio di mettere al centro il cristianesimo; E’ necessaria una libertà autentica che non può essere un’elemosina o un regalo ma è un dovere e un diritto che non ammette condizionamenti ideologici. Con il Vangelo, san Benedetto vuole anche per gli uomini e le donne di questa Europa persone libere e semplici, accoglienti e disponibili. Il bivio è l’indifferenza mortale o la Verità che libera.

Editoriale di don Aldo pubblicato su Interris.it.

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