Archivio della Categoria 'Chiesa'

La Quaresima per riflettere

Lunedì 22 Febbraio 2010

Pubblichiamo l’articolo di don Aldo Buonaiuto tratto dal Corriere Adriatico di domenica 21 febbraio.

E’ già iniziato per i cristiani il cammino quaresimale: un percorso che durerà quaranta giorni portandoci alla gioia della Pasqua e cioè del grande passaggio tra la morte e la vita, tra il peccato e l’amore di Cristo risorto. Questo tempo viene definito come un momento di grazia perché invita l’uomo a riconoscersi figlio, a mettersi in un serio ascolto del Vangelo. Gesù ci accompagna con la Sua vita e il Suo esempio mostrandoci quel vero bene e quella vera pace di cui ogni uomo ha veramente bisogno. Attraverso questo itinerario spirituale possiamo scoprire di non essere soli ma avvolti da questa grande luce che è il dono della fede.

L’incontro con il Verbo incarnato diventa sempre più necessario, un bisogno per cambiare, migliorare e correggere ciò che non si concilia con l’amore. La conversione del cuore è quindi la grande sfida per questo “tempo favorevole” dove il cammino umano e cristiano viene provato e verificato alla luce degli insegnamenti di Cristo e della Chiesa. “Convertirsi – ha detto il Papa nell’omelia del mercoledì delle ceneri – significa cambiare direzione nel cammino della vita … è andare controcorrente, dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio.” Purtroppo questi richiami sembrano cadere realmente nel baratro della grande disattenzione così presente nella società odierna. L’uomo, e quindi anche il cristiano, è molto spesso distratto, confuso e contraddittorio. Si assiste molto spesso al dramma del disvalore delle parole che perdono sempre più di significato. Non si è più credibili, proprio perché le tante parole che si spendono, le promesse, fino ad arrivare ai buoni propositi, non trovano poi nessun minimo riscontro nella realtà. L’incoerenza si moltiplica diffondendo anche tanta insicurezza e rabbia. Il cristianesimo non può mai ridursi ad una filosofia di vita come le tante che, nel corso della storia, hanno illuso e stanno illudendo l’umanità. Per il cristiano la conversione non è una semplice decisione morale o un imperativo categorico, che corregge la sua condotta di vita. Essa è una scelta di fede che lo coinvolge interamente nella comunione intima con la persona viva e concreta di Gesù. Il mondo di oggi ha bisogno di incontrare testimoni del Vangelo, uomini dello Spirito, persone che non si compromettono con la mediocrità di una società secolarizzata, discepoli sinceri che non rinunciano più e non possono fare a meno di seguire e servire il Signore. Il tempo della Quaresima dovrà essere l’occasione per tornare ad insegnare nelle famiglie, nelle scuole, nei posti di lavoro ed ovunque ci si trovi quel senso di appartenenza al Signore Gesù, che fa nascere la condivisione e il servizio verso gli altri. Siamo certi che gli spazi aridi e deserti dell’indifferenza e del risentimento che invadono ogni giorno un mondo sempre più bisognoso di amore e di giustizia potranno essere colmati dalla vera speranza che non delude: Cristo Gesù.

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L’enciclica Caritas in Veritate: l’amore forza straordinaria

Lunedì 13 Luglio 2009

Pubblichiamo l’articolo riguardante l’ultima enciclica di Benedetto XVI tratto dalla rubrica settimanale “Si Salvi Chi Può” del Corriere Adriatico.

Caritas in veritate, la Carità nella verità è il titolo della nuova enciclica che Benedetto XVI ha promulgato proprio nei giorni in cui i grandi e potenti del mondo si sono riuniti all’Aquila per il G8. Una felice coincidenza che si spera possa aver spinto i nostri governanti a riflettere, approfondire e prendere seriamente in considerazione l’alto magistero del Pontefice. Nelle 127 pagine dell’enciclica viene ribadita la centralità dell’amore che ha come modello indiscusso Gesù e il suo vangelo: “l’amore è una forza straordinaria che spinge le persone ad impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace”. E questo amore è autentico soltanto se è permeato di verità, altrimenti sarebbe – dice il Papa – come un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. Dopo un introduzione teologica che spiega il senso di questo documento si sviluppano sei capitoli estremamente semplici da leggere e di una grande chiarezza e profondità. Ciò che il Pontefice tiene a sottolineare con forza è la centralità di Dio per ogni individuo e per tutta la collettività. Tutta la storia ha bisogno di Dio perché “senza la prospettiva della vita eterna, il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro … perché senza Dio l’uomo non sa dove andare”.

Penso sia bellissima l’affermazione conclusiva del paragrafo 79 quando Ratzinger spiega come tutto lo sviluppo socio-economico abbia bisogno di “cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera, cristiani mossi dalla consapevolezza che l’amore pieno di verità, da cui procede l’autentico sviluppo, non è da noi prodotto ma ci viene donato”. Anche l’attenzione a chi vive nella povertà rimane punto centrale come il diritto di ogni essere umano a ricevere cibo ed acqua, formulando leggi giuste che sappiano distribuire equamente le risorse della terra. Ogni forma di chiusura e quindi di egoismo spinge l’uomo a diventare incapace di amare e di costruire il bene: “… la chiusura ideologica a Dio e l’ateismo dell’indifferenza, che dimenticano il Creatore e rischiano di dimenticare anche i valori umani, si presentano oggi tra i maggiori ostacoli allo sviluppo.

L’umanesimo che esclude Dio è un umanesimo disumano. Solo un umanesimo aperto all’Assoluto può guidarci nella promozione e realizzazione di forme di vita sociale e civile … È la consapevolezza dell’Amore indistruttibile di Dio che ci sostiene nel faticoso ed esaltante impegno per la giustizia, per lo sviluppo dei popoli, tra successi ed insuccessi, nell’incessante perseguimento di retti ordinamenti per le cose umane. L’amore di Dio ci chiama ad uscire da ciò che è limitato e non definitivo. Lui ci dà la forza di lottare e di soffrire per amore del bene comune, perché Egli è il nostro Tutto, la nostra speranza più grande.

don Aldo Buonaiuto

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