Archivio della Categoria 'Sette'

Difendiamoci dai “santoni”

Mercoledì 23 Giugno 2010

Riportiamo l’articolo di don Aldo del 20 giugno, pubblicato dal Corriere Adriatico.

La santona “Mamma Ebe” è stata arrestata assieme al marito e ai suoi adepti, con l’accusa di associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica e truffa aggravata. L’operazione è stata condotta dall’Arma dei Carabinieri di Pistoia che ha contestato alla donna di aver estorto denaro a persone povere e malate con la promessa di guarirle. Inoltre, nei confronti degli vittime sarebbero state utilizzate suggestioni psicologiche e sistemi di persuasione particolarmente duri ed efficaci. “Mamma Ebe” ha 76 anni e il suo vero nome è Gigliola Giorgini; ha ricevuto la prima denuncia 30 anni fa, nel 1980. Soprannominata “la santona di Carpineta”, dal nome del paese dove aveva sede la sua casa, ha fondato una sorta di ordine pseudo-religioso, l’Ordine di Gesù Misericordioso, mai riconosciuto dalla Chiesa. Il padre di una giovane entrata nel suo “ordine” l’accusò di sequestro di persona. Altre inchieste hanno coinvolto la sig.ra Giorgini, dai primi anni ottanta fino al 1994, per reati che vanno dall’estorsione verso anziani ammalati fino al condizionamento, soprattutto nei confronti di donne. Nonostante sia stata arrestata anche nel 2002 e nel 2004, tanta gente disperata e alla ricerca di aiuto avrebbe cercato in qualche modo la guarigione, nella speranza che lo strano miscuglio di preghiere, “esorcismi” e farmaci potesse fare effetto. Nell’orbita della santona sarebbe rimasto coinvolto addirittura un sacerdote, che, come apprendiamo dalle notizie di questi ultimi giorni, è stato immediatamente invitato dal suo Vescovo ad allontanarsi dalla parrocchia. Non sono poche le persone, purtroppo, che restano abbindolate da maghi, falsi esorcisti, guaritori, in giro per l’Italia proprio come “mamma Ebe”. In realtà si tratta di veri e propri truffatori, spesso persone malate di potere, ai quali le vittime si rivolgono nell’illusione di migliorare la propria condizione affettiva, lavorativa ed economica, oppure sperano di stabilire un improbabile contatto con un caro che non c’è più. E’ un mondo ingannevole e terribile, quasi sempre sommerso, composto da individui senza scrupoli che sanno cogliere i momenti difficili delle persone o si approfittano della loro buona fede. L’attenzione verso questi fenomeni legati alla magia e alle pratiche occulte dovrebbe essere altissima perché sono le persone più deboli, e quindi le vittime, a restare imprigionate in situazioni ed ambienti estremamente pericolosi e dannosi. Il rischio di diventare schiavi perdendo l’equilibrio mentale, fisico e spirituale, oltre che le proprie sostanze, può interessare l’uomo di qualsiasi ceto sociale. La società civile potrebbe essere più attenta ed avere il coraggio di parlare ed anche di denunciare questi imbroglioni presso le Forze dell’Ordine al fine di liberare e prevenire tante disgrazie. Coloro che si arricchiscono sulle spalle dei creduloni e dei disperati andrebbero puniti duramente; così come coloro che, in nome di medicine e trattamenti alternativi, manipolano il paziente alterando la psiche e i suoi comportamenti…si salvi chi può!

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Cosa si nasconde dietro ad Halloween?

Martedì 27 Ottobre 2009

Introduzione

Scheletri e fantasmi, maschere mostruose e zombi insanguinati, coltelli affilati e zucche vuote, vengono esposti e venduti in questi giorni nelle vetrine delle nostre città. L’evento Halloween, o meglio il fenomeno Halloween – ma per favore non definiamolo una festa – è ormai imposto violentemente nella nostra realtà sociale. Sembra non esserci più scampo per quella che molti satanisti e stregoni considerano come la notte più importante dell’anno, il 31 ottobre. Il grande sabba, il capodanno satanico, viene reclamizzato da questa pseudo festività che si trasforma da un parvente appuntamento di marketing ad un business dell’occultismo e quindi ad un veicolo per tutte quelle terribili realtà magico-esoteriche che vorrebbero prepotentemente sostituirsi alle grandi religioni monoteiste. Le sette occulte, le psicosette, i gruppi pseudo religiosi esultano perché sono giorni estremamente propizi per adescare e reclutare nuovi adepti.

Il disegno, tutt’altro che innocente e casuale, è di desacralizzare, profanare e boicottare la ricorrenza in cui vengono ricordati i martiri, nella celebrazione che anticipa la memoria di tutti i defunti del 2 novembre, ridicolizzando così il principio cristiano della comunione dei santi.

E’ altrettanto grave preparare ed abituare le nuove generazioni al culto dell’orrore, della violenza, e rendere “normali” e divertenti figure orride e ripugnanti, fantasmi, vampiri, streghe e demoni, con la finta motivazione di esorcizzare e superare la paura della morte.

 

La storia

Halloween, detto anche Hallowe’en, deriva da All Hallows’ Even (vigilia di Ognissanti) oppure da All-saints-even (sera santa).

In realtà tale ricorrenza nascerebbe da un rito pagano officiato nelle isole britanniche dalle popolazioni Celtiche: il Samain, una sorta di festival della morte in onore di divinità pagane. L’anno celtico era diviso in due parti uguali, la metà buia (inverno) che iniziava a Samain (il 1° Novembre) e la metà luminosa (estate), che cominciava a Betlaine (il 1° Maggio). La notte di Samain, traducibile con “indebolimento dell’estate” segnava, per la casta sacerdotale dei Celti, i Druidi, il passaggio dall’estate all’inverno in cui il principe delle tenebre avrebbe umiliato il dio Sole facendo ritornare le anime dei morti sulla terra per rientrare nei corpi dei vivi. Per allontanare gli spiriti del male si compivano dei rituali nei quali era previsto il mascheramento con le pelli degli animali uccisi. Durante la festa si svolgevano riti orgiastici, con uso smodato di bevande alcoliche; l’offerta di sacrifici, anche umani, era considerata necessaria per ingraziarsi gli spiriti delle tenebre. I Druidi si presentavano con lanterne realizzate con rape svuotate e intagliate a forma di viso, al cui interno bruciava una candela ricavata dal grasso dei sacrifici animali o umani; l’indomani mattina veniva acceso il fuoco nuovo con il quale i sacerdoti facevano il giro delle case portando i carboni ardenti presso le famiglie. Se qualcuno rifiutava veniva maledetto.

Gli irlandesi credevano che il 31 ottobre ai defunti venisse concesso di tornare nel mondo dei vivi. Per questo motivo tradizionalmente in casa si lasciava il fuoco acceso, il cibo sulla tavola e la porta d’ingresso socchiusa, mentre i giovani del luogo impersonificavano gli spiriti dei morti, dipingendosi il volto o mascherandosi e vestendo lunghi abiti. I bambini, invece, chiedevano leccornie, mele e nocciole che rappresentavano le offerte ai defunti. Anche oggi, i ragazzini, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, vanno in giro a bussare alle porte delle case ripetendo la formula “trick or treat”, che dietro all’innocente significato di “dolcetto o scherzetto” e alla traduzione letterale di “trucco o divertimento”, nasconde quello originario di “maledizione o sacrificio”.

Sulla ben nota zucca, dalla forma di una testa di morto, esistono diverse leggende. Una di queste racconta la vicenda dell’irlandese errante Jack O’Lantern il cui nome originario era Stingy Jack. La storia narra che Jack invitò il diavolo a bere e gli offrì l’anima in cambio di uno scellino. Appoggiando la moneta vicino ad un crocifisso, impedì a Satana di prendergli l’anima. Ma al momento della morte subì la vendetta del demonio che, colpendolo con una brace ardente al viso, lo condannò a vagare tra l’inferno e il paradiso con la faccia in fiamme. Da qui la zucca vuota con la luce di candela al centro a ricordare l’anima di Stingy Jack che erra senza fine tra la terra e il cielo…

Storicamente la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV nell’834, decide di spostare la festa di Ognissanti dal tredici Maggio al primo Novembre, proprio per sradicare le superstizioni, i rituali e gli appuntamenti occultistici derivanti dall’antica festa druidica. Lo stesso accade nel X secolo, quando viene introdotta la festa di tutti i fedeli defunti per anteporsi alla festa delle streghe. La riforma protestante contribuisce invece ad un graduale ritorno di questa “commemorazione degli spettri” proprio per sminuire e addirittura ridicolizzare la festività di Ognissanti.

 

Halloween oggi

Halloween nel giro di un decennio si è infiltrato in diversi settori della nostra società. Anche il mondo della scuola non ne è affatto immune: accanto alle consuete attività didattiche gli stessi insegnanti si prodigano per insegnare ai bambini a far festa tra zucche e asce, vampiri e cappellacci, “dolcetti e scherzetti”. Diventa difficile per i genitori e per gli stessi ragazzi andare controcorrente e non seguire questa moda “horror” senza correre il rischio di essere emarginati e ritenuti dei bacchettoni.

C’è chi guarda il “fenomeno delle zucche” solo dal punto di vista ludico e del divertimento. D’altra parte si moltiplicano iniziative pseudo-culturali, quasi sempre amplificate dai mass-media, che pretendono di dare un certo spessore alla ricorrenza celtica: substrato “dotto” e origini “pure e nobili”. Chiaramente sono tutte “virtù” create ad arte e ampiamente immeritate, ma fanno il gioco di Halloween e dei suoi sostenitori.

Il messaggio subdolo di Halloween si è ben insinuato anche nelle nostre case e ciò che sembra un innocente carnevalino promuove invece messaggi, azioni e intenzioni di tutt’altro genere e natura. Infatti molti ignorano alcuni semplici ed inquietanti dati di fatto: nel periodo di Halloween si avverte un incremento di tutti gli affari legati alla magia, con frequenti consultazioni di maghi, oroscopi e tarocchi. Per gli “operatori dell’occulto” nella notte di Halloween la profanazione dei cimiteri, le messe nere, i sacrifici animali e umani e ogni sorta di dissacrazione e sacrilegio sono auspicati ed esaltati.

Halloween, con tutto l’armamentario di mostri e simboli orrorifici, ha dato linfa ad una tanto prolifica quanto pericolosa produzione musicale (spesso heavy metal), letteraria e cinematografica (quasi sempre di genere horror). Per fare un esempio, c’è un gruppo di musica metal, gli Helloween, il cui nome unisce il significato della parola Halloween con la “normalità” e la quotidianità di “Hello”.

Se il mostruoso diventa carino, il terrificante piacevole, il ripugnante esaltante, il demoniaco simpatico, il passaggio successivo è la perdita di una precisa demarcazione tra ciò è che bene e ciò che è male. Non è certo un caso che Benedetto XVI, proprio all’inizio del suo pontificato, ha indicato nella “dittatura del relativismo” una delle gravi malattie del nostro tempo.

Uno degli aspetti più incredibili di tutta la vicenda-Halloween, tra l’altro, è l’essere costretti ad assimilare forzatamente una sorta di bubbone, estraneo alla nostra cultura sia spazialmente che temporalmente.

Halloween è uno dei tanti mezzi per cercare di imporre, nella cultura cristiana dell’occidente, il pensiero magico-esoterico, illudendo l’uomo di essere dio di se stesso, come propugna la pseudo-religiosità New Age col motto “tu sei dio”. Questo evento è per molti una riscoperta delle antiche divinità pagane e si pone in aperto contrasto col Cristianesimo, asserendo che le religioni “arcaiche” sono migliori e più vere.

I genitori cristiani, ma anche tutti coloro che non vogliono subire questa ricorrenza assurda, deleteria e apparentemente inarrestabile, hanno il dovere di spiegare il significato e quanto meno evitare di proporre Halloween ai propri figli.

 

Proposte

Esponiamo le motivazioni e le proposte per desistere dalla partecipazione ad Halloween:

- la riconducibilità a celebrazioni sataniche e di stregoneria dove, per diverse settimane, gruppi organizzati dediti alle realtà occulte svolgerebbero rituali aberranti, che evitiamo di descrivere anche se purtroppo vengono pubblicizzati su internet. Costoro sono convinti che chiunque riconosce e partecipa a questi eventi contribuirà, direttamente o indirettamente, alla realizzazione di un grande rituale satanico (e quindi è significativo anche il semplice vestirsi o il mettere una zucca in casa o fuori la porta)
- Halloween, per i guru dell’occulto, è la grande occasione per adescare nuovi adepti, fomentando così vittime per obbiettivi nefasti e pericolosi. I ragazzi e i giovani sono i più esposti a causa di incontri “festaioli” che in certi casi potrebbero diventare vere e proprie trappole infernali
- in questi giorni si compiono sacrilegi e profanazioni di ogni genere, si rinnovano promesse al demonio, si invocano gli spiriti immondi. I cattolici possono pregare il santo rosario, far celebrare sante messe in riparazione di questi atti tenebrosi
- i credenti che partecipano alla festività di Ognisanti già il 31 ottobre entrano nella grande solennità con i vespri della liturgia. La famiglia cristiana fa festa ai testimoni della vita, della speranza, dell’amore
- non aderire neanche minimamente all’evento commerciale, promuovendo così il fallimento di questo business; si possono invece esporre simboli cristiani che ricordano la celebrazione di Tutti i santi
- tutti gli educatori, gli insegnanti, i catechisti, e i genitori in primis, religiosi e sacerdoti, possono sensibilizzare fortemente la società civile e l’opinione pubblica, soprattutto aiutando i bambini a sentire l’importanza della festa cristiana, esaltandola e dandole rilevanza, magari spiegando proprio la vita dei santi
- proporre momenti di preghiera, veglie, rosari di riparazione, liturgie penitenziali affinché in quella sera venga testimoniata e vissuta la nostra fede.

Inoltre, tutti coloro che potrebbero venire a conoscenza di personaggi o gruppi che si approfittano di questo periodo per compiere azioni illecite, dissacrazioni o reati e crimini, si possono rivolgere direttamente alle forze di Polizia oppure al nostro Numero Verde 800 22 88 66 dalle ore 9.00 alle ore 19.30.

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Halloween, ricorrenza pagana e anticristiana

Lunedì 26 Ottobre 2009

Tratto dalla rubrica Si Salvi Chi Può del Corriere Adriatico del 25 ottobre 2009.

Scheletri e fantasmi, maschere mostruose e zombi insanguinati, coltelli affilati e zucche vuote, stazionano in questi giorni nei negozi, nelle case e nelle scuole delle nostre città. Il fenomeno Halloween, violentemente approdato nella nostra realtà sociale, sembra non lasciar più scampo. Durante il Samain la casta sacerdotale dei Druidi compiva cerimonie orgiastiche e offriva sacrifici, anche umani, per ingraziarsi gli spiriti delle tenebre.
Anche oggi i ragazzini vanno in giro a bussare alle porte delle case ripetendo la formula “trick or treat”, rievocando questo stesso antico rituale. La frase, dietro all’innocente significato di “dolcetto o scherzetto”, nasconde quello originario di “maledizione o sacrificio”. Infatti le persone che non sacrificavano qualcosa ai Druidi venivano maledette. Sulla zucca che ha la forma di una testa di morto esistono invece diverse leggende. Una di queste racconta la vicenda dell’irlandese errante Jack O’Lantern che aveva cercato di ingannare il diavolo e che si trova a vagare senza fine tra l’inferno e il paradiso con la faccia in fiamme. Ai nostri giorni per molti satanisti e stregoni il 31 ottobre è la notte più importante dell’anno, cioè il grande sabba, il capodanno satanico. L’evento di Halloween diventa così il modo per promuovere tali aberrazioni: un parvente appuntamento di marketing si trasforma in un business dell’occultismo e quindi in un veicolo per tutte quelle terribili realtà magico-esoteriche che vorrebbero prepotentemente sostituirsi alle grandi religioni monoteiste. Le sette occulte, le psicosette, i gruppi pseudo religiosi esultano perché sono giorni estremamente propizi per adescare e reclutare nuovi adepti. Di fronte a ciò, spesso i cattolici restano inermi, in “santo silenzio”, aderendo acriticamente all’orrore che questa ricorrenza si porta dietro. Il disegno, tutt’altro che innocente e casuale, è di desacralizzare, profanare e boicottare la ricorrenza in cui vengono ricordati i martiri, nella celebrazione che anticipa la memoria di tutti i defunti del 2 novembre, ridicolizzando così il principio cristiano della comunione dei santi. Inoltre, in questo modo, le nuove generazioni vengono iniziate al culto dell’orrore e della violenza. Si cerca di rendere “normali” e divertenti figure orride e ripugnanti come vampiri, streghe e demoni, creando una certa assuefazione a tali “scenari di morte” con la “scusa” di voler esorcizzare e superare la paura della morte. Se il mostruoso diventa carino, il terrificante piacevole, il ripugnante esaltante, il demoniaco simpatico, il passaggio successivo è la perdita di una precisa demarcazione tra ciò che è bene e ciò che è male. Non è certo un caso che Benedetto XVI, proprio all’inizio del suo pontificato, ha indicato nella “dittatura del relativismo” una delle gravi malattie del nostro tempo. Comunque è vergognoso ascoltare cattolici impegnati, preti compresi, difendere e promuovere più la pseudo festa di Halloween che la vigilia di tutti i santi. Quest’ultimi, siamo certi, non sono stati fantasmi!

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“Emo” e droga: gravi rischi per i giovanissimi

Venerdì 25 Settembre 2009

Intervista del Tg5 a don Aldo sul giro di droga scoperto ad Ascoli Piceno.

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Halloween, «Un appello forte a genitori ed educatori»

Venerdì 31 Ottobre 2008

Intervista a don Aldo pubblicata su “Avvenire” del 31 ottobre 2008.

Tutto fuorché una sorpresa: gli esoteristi definiscono « questa notte il ‘Capodanno’ del mondo esoterico, la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana » . E lo sa bene don Aldo Buonaiuto, il responsabile del Servizio antisette occulte dell’Associazione Papa Giovanni XXIII (oltre che ausiliare di Polizia giudiziaria e consulente tecnico della magistratura).
«Così – aggiunge – mentre in tanti ridicolizzano e criticano le attenzioni della Chiesa a certi fenomeni ambigui e devianti, c’è chi si nutre di questa settimana per divulgare ed esaltare stregoneria e negromanzia» , approfittandone per «abituare le nuove generazioni al culto dell’orrore, della violenza» e provando ad insegnare loro « a superare la paura della morte attraverso fantasmi e vampiri, streghe e demoni».
Don Aldo, al di là delle chiacchiere e – soprattutto – del business, la notte di Halloween non è esattamente tutta feste, rose e fiori.
No, affatto. Il 31 ottobre si rubano ostie consacrate e si profanano i cimiteri. Si compiono riti satanici in molte chiese sconsacrate e in molti cimiteri. E si dissacrano molti fra i luoghi della nostra tradizione cristiana.
Ma è sempre e soltanto così?
Certo che no, c’è chi coglie solamente l’occasione per uscire e passare una serata spensierata, più che altro dando una grande mano a consumismo e materialismo, e chi invece si spinge a tramare e studiare, anche preparandosi mesi prima, come poter fare del male.
È praticamente inevitabile che ne facciano le spese maggiori i più giovani.
Assolutamente sì.
Per questo faccio un vero e proprio appello all’attenzione di educatori e responsabili della società affinché scoraggino i ragazzi a partecipare ad incontri sconosciuti, ambigui o addirittura ad alto rischio perché segreti o riservati. E un appello anche al mondo cattolico perché non promuova in nessun modo questo inneggiamento al macabro e all’orrore.
In effetti il trionfo del macabro e dell’orrore proprio nel giorno di Ognissanti stride parecchio…
Ecco, vogliamo che i nostri figli lo festeggino con i demoni, il mondo di Satana e della morte oppure con gioia e pace vivendo nella luce?
Halloween spinge le nuove generazioni ad una mentalità magico- esoterica, attacca il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell’occulto.
E così torniamo all’anello debole: i giovanissimi e i giovani…
Una cultura della morte viene promossa anche con Halloween dove il mondo dei minorenni è il più a rischio ed esposto. È alto il pericolo che questo appuntamento generi sempre più connivenze con il crimine e con spietate sette che non hanno alcuno scrupolo.
Però, don Aldo, dev’esserci un motivo profondo a tutto questo, e che vada oltre business e consumismo.
Il rischio dell’uomo del nostro tempo è di allontanare il pensiero della morte, facendo finta che non esista,’ anestetizzandosi’ con le fatiche e le gioie del mondo, non capendo che è proprio da essa che si parte per dare un senso alla vita.
E quindi?
Mi chiedo quanti saranno i genitori, che ormai, dovendo subire una manifestazione che appare socialmente inarrestabile, eviteranno di proporla e spingerla ai propri figli, o almeno spiegheranno loro come oltrepassarla…

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HALLOWEEN: UN RITO SATANICO COLLETTIVO

Mercoledì 29 Ottobre 2008

Attenzione alla pseudo festa di Halloween esaltata il 31 ottobre come un apparente carnevalata mentre nasconde un grande rituale satanico collettivo.
Un appello al mondo cattolico, ai genitori e a tutti coloro che credono nei valori della vita affinché sappiano che festeggiare Halloween significa adorare satana. Il sistema imposto di Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare in alcune sette in sacrifici rituali, rapimenti e violenze. Halloween è per i satanisti il giorno più magico dell’anno e in queste notti fomentano i rituali satanici come le messe nere, le iniziazioni magico-esoteriche e l’avvio allo spiritismo e stregoneria.
Attenzione agli educatori e responsabili della società affinché scoraggino i ragazzi a partecipare ad incontri sconosciuti, ambigui o addirittura ad alto rischio perché segreti o riservati. Non si può promuovere in nessun modo questa ricorrenza che inneggia al macabro e all’orrore.
L’Associazione Papa Giovanni è impegnata da oltre sei anni sul fronte del recupero delle vittime delle sette occulte attraverso il numero verde 800228866 del Servizio Antisette. Si rileva il mese di ottobre come un tempo particolarmente propizio per adescare le nuove leve del satanismo. Il 31 ottobre si compiono riti satanici in molte chiese sconsacrate e in molti cimiteri. Si rubano le ostie consacrate e si dissacrano i luoghi della nostra tradizione cristiana.
Halloween spinge le nuove generazioni ad una mentalità magico-esoterica che ha lo scopo di sovvertire i principi della religione, attaccando il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell’occulto. Una cultura di morte viene promossa anche con Halloween dove il mondo dei minorenni è il più a rischio ed esposto. E’ alto il pericolo che un tale appuntamento generi sempre più connivenze con il crimine e con sette spietate e senza scrupoli.
Proprio ad un anno dalla morte di don Benzi ricordiamo queste parole tra i suoi ultimi appelli: “Vogliamo che i nostri figli festeggino il giorno di Ognissanti con i demoni, il mondo di satana e della morte oppure con gioia e pace vivendo nella luce? Esortate i vostri figli dicendo loro: vuoi giocare e divertirti con i demoni e gli spiriti del male o invece scegli di gioire e far festa con i Santi che sono gli amici simpatici e meravigliosi di Gesù?

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Halloween, attenti a non scristianizzare la nostra società

Lunedì 27 Ottobre 2008

Dalla semplice notte di Halloween, arrivata anche in Italia come una banale e fantasiosa iniziativa da intrattenimento per i bambini, imitando così la “grande patria” del divertimento, siamo arrivati ad un settimana di festeggiamenti celebrativi e solenni, tra chi coglie soltanto l’occasione di qualche serata spensierata, dando gioia al consumismo e al materialismo, e chi invece trama e studia con non poca innocenza, come desacralizzare e boicottare la vera festa di cui Halloween porta il nome: la festa in cui venivano ricordati i martiri, nella celebrazione che anticipava la ricorrenza di tutti i defunti del due novembre.

E così, mentre sono sempre tanti, coloro che ridicolizzano e criticano il pensiero e le attenzioni della Chiesa Cattolica su certi fenomeni ambigui e devianti, ci sono coloro che si nutrono di questa settimana per divulgare ed esaltare il mondo della stregoneria, e della negromanzia, abituando le nuove generazioni al culto dell’orrore, della violenza, superando la paura della morte facendo amicizia con fantasmi e vampiri, streghe e demoni.

Mi chiedo quanti saranno i genitori cristiani, che ormai dovendo subire una manifestazione socialmente inarrestabile, eviteranno di proporla e spingerla ai propri figli, o almeno spiegheranno loro come oltrepassarla.

Infatti quando sono proprio i cristiani a dimenticare e a trascurare le vere e importanti solennità del calendario liturgico e quando l’unico culto al Signore viene declassato per iniziative di bassissimo livello morale e sociale, come possiamo lamentarci del degrado e delle inaudite devianze dei nostri giovani?

La festa di Halloween diventa così prepotentemente l’ennesima occasione di scristianizzare la società, facendo del tutto per impedire l’adorazione e la formazione ai veri modelli e valori della vita. La santità, la purezza, la carità, la bellezza, sono costrette a lasciare il posto ad immagini di morte e di sangue, a messaggi distorti e lucubri, formando e riformando la nostra cultura ad accogliere il male come se fosse un “bene” e rifiutando il Bene del cristianesimo come superato e fuori moda. Eppure la vera festa di Ognissanti ha una forza evangelica dove ogni persona può scoprire l’immagine e la santità di Dio, presente e operante in ognuno di noi.

Il Martirio è ancora un grande dono per la nostra civiltà, lo stiamo vedendo nella persona del Papa, che nonostante il tormento delle sue infermità non si sottrae ad essere “pane condiviso” e luce che brilla nelle tenebre. Così anche i piccoli-grandi Martiri che lottano ogni giorno per riportare la pace e la giustizia nelle terre dimenticate da tutti, dove non c’è spazio nè tempo per giocare con i pupazzetti di Halloween.

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Articoli sul fenomeno delle sette tratti dal quotidiano Avvenire del 20 e 22 giugno 2008 a firma di Pino Ciociola

Giovedì 24 Luglio 2008

SCHIAVI  DELLE  SETTE
Nell’inferno che coinvolge un milione e mezzo di italiani

VITE IN BILICO
“Mia moglie mi aveva confidato piangendo che le due volte che ha partecipato a questi meeting è tornata a casa con una sensazione di smarrimento, di sdoppiamento della personalità, di ansie  autolesionistiche e crisi gravi di panico. Niente nomi, né luoghi, è condizione necessaria per incontrare donne e uomini sfuggiti dalle sette (sataniche e non soltanto). Quel marito va avanti: “in almeno due casi certi, due persone che frequentavano questa setta si sono suicidate. Altre sono finite in una clinica psichiatrica. Altre ancora sono state ‘maledette’”. Sua moglie la minacciarono: se avesse smesso di frequentare quei “meeting” le avrebbero fatto perdere il lavoro.
Le cifre impressionano: si stima che in Italia raggiungano più o meno il milione e mezzo le persone coinvolte nel giro delle migliaia di sette, microsette, sette sataniche, psicosette, pseudoreligioni, movimenti di “pace e ricerca interiore”, “astrali”, occultismi vari e via allucinando. “Negli ultimi anni – metteva nero su bianco il Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale nel novembre 2006, istituendo la Squadra antisette della Polizia – l’esponenziale diffusione delle sette esoteriche, di “aggregazioni” religiose o pseudo-tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo, ha assunto in tutto il Paese dimensioni e connotazioni da richiamare l’attenzione anche sotto il profilo della sicurezza”, diventando ormai “un fenomeno più diffuso di quanto si possa pensare”.
Le storie di chi è stato ingoiato dalle sette sono impressionanti e vanno spesso al di là dell’immaginazione: raccontano di esseri umani svuotati della loro anima, follie, pratiche obbrobriose (impossibile qui raccontarle), fino a ragazzi suicidatisi o “suicidati” ed a morti strane, inspiegabili. Chi viene strappato alle sette deve essere nascosto: i predoni non mollano mai e per nessun motivo le loro vittime. Così le case famiglia dell’Associazione Papa Giovanni XXIII sono sparse un po’ in tutto il paese, in modo da poter mandare il più lontano possibile chi si riesce a sfilare dagli artigli di guru, santoni e satanisti. E questi ultimi di frequente hanno un loro motto: “Odio l’amore e amo l’odio”.
E’ ancora il Viminale a scriverlo: “Il fenomeno, alimentando una culturali odio e di morte, fa leva sulla fragilità, lo smarrimento interiore e l’ignoranza delle persone, soprattutto fra le giovani generazioni”. Pino (nome di fantasia come l’altro che seguirà) ha 23 anni e non sta bene. Rimane solo, si deprime, si sente inutile, prova rabbia per il mondo intero. Un coetaneo lo avvicina, gli diventa amico, gli dice che “tutto questo non era avvenuto casualmente” e che “lui poteva aiutarmi a farmi scoprire il motivo delle mie disgrazie”, ricorda Pino. Gli fa incontrare “una specie di veggente” che attraverso “i suoi viaggi astrali potrà rivelarmi quei motivi” se “prima però frequento un certo gruppo”. E il leader del gruppo è un “sacerdote di satana”, che “coinvolgeva ragazzine minorenni, punk, dark, satanisti e metallari” un personaggio col cervello andato a male, “senza scrupoli, molto esibizionista, cultore di droghe d’ogni genere”, che vive in una “casa che sembra una stalla” e che durante certi “rituali” ha “un bastone con attaccato in cima un teschio vero”. Gira l’Italia e “visita diversi gruppi”.
Al primo rituale al quale Pino partecipa, “ci sono una trentina di giovani fra ragazzi e ragazze da 14 a 20 anni circa”. E’ una serata a base di allucinogeni e alcool, sesso orgiastico e demenzialità, studio della “bibbia di satana”, cerchi col fuoco in mezzo, simboli satanici come il pentacolo e altre amenità del genere. Il tipo col cervello fuso che comanda questo gruppo “aveva a disposizione una squadra di ragazzi più o meno grandi ai quali commissionava piccoli furti, anche nelle chiese”. Intanto, specie per le iniziazioni, “i luoghi più frequentati erano i cimiteri. Lì aprivamo le tombe, le derubavamo, evocavamo i morti”.
Non solo la scusa del satanismo, naturalmente: ce ne sono un bel po’ di altre a disposizione. Maria ha 23 anni, a 19 s’era innamorata di una specie di guru (che ha superato i 40) il quale gestisce una “palestra trascendentale” e da allora ad oggi le ha sfilato quarantamila euro. Il giochino non è troppo complicato: “Lui si serviva di appartenenti al suo gruppo che conoscevano persone in momenti difficili”, dice Maria. E lei quando l’ha incontrato aveva appena perso il suo papà. Il santone da strapazzo “ci diceva di parlare con la Madonna – ricorda Maria – di essere in contatto coi morti e persino di essere la reincarnazione di Gesù. Si definiva ‘l’eletto’”. Però nei “riti” “tirava fuori un sacchetto che conteneva la ‘polvere astrale’ e ci diceva che aveva poteri miracolosi”: polvere astrale e miracolosa per la quale “ci chiedeva offerte molto onerose”. Maria ha quasi finito il suo racconto, l’ultima cosa le stringe gli occhi di dolore: “Un ragazzo del nostro gruppo si è suicidato in circostanze strane, non abbiamo mai capito come andò”.

«Ti fanno la corte, poi ti tolgono la vita»
“I più difficili furono i primi anni, fu come se fossimo entrati dentro una foresta di sabbie mobili”: don Aldo Buonaiuto guida dalla sua nascita il Servizio antisette occulte dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. “Vi faremo a pezzi”. Lo hanno minacciato in ogni modo: “da Tu e Don Benzi bastardi, Satana vi entrerà nel corpo” a “Ti verremo a prendere a pezzi”, da “Sarai distrutto ma con calma, non abbiamo fretta” a “Ti copri dietro quella veste ma tanto ti distruggeremo” e molto, molto altro di irriferibile.
Iniziazione al male. L’iniziativa che volle don Benzi ruppe infatti molte uova in altrettanti panieri: “Non si creda che le sette, tutto sommato, siano folclore e poco altro – spiega don Aldo –. Sono un mondo che promuove l’iniziazione al male: il satanismo, l’esoterismo, l’occultismo, ti mostrano prima una facciata quasi innocua, quasi ‘divertente’, poi, dopo averti catturato ti sprofondano”.
Così dalla sua istituzione il “numero verde” (800.228.866) ha ricevuto quasi 10mila chiamate e il “Servizio antisette occulte” dell’Associazione ha trattato 1.905 casi (spesso accompagnati e seguiti dalle Forze dell’ordine).
Il “love bombing”. Non a caso una delle tecniche preferite per accalappiare esseri umani – specie dalle psicosette – è il “love bombing” (“bombardamento d’amore”), “cioè inizialmente ti colmano tutti di attenzioni, ti vogliono bene, ti fanno sentire importante”, racconta don Aldo (che sull’argomento è anche consulente giudiziario per diversi tribunali italiani), poi “ti espropriano della tua vita”, letteralmente. Per esempio “ti allontanano fisicamente dal tuo ambiente reale, naturale e vitale”, arrivando in molti casi a farti cambiare città, così che nessuno possa strapparti a loro.
Dritti su chi ha problemi. Non esagera don Aldo, né il suo è un modo di dire: “Ti espropriano dalla tua vita”. Quella gente punta dritta e decisa soprattutto su chi è più fragile, “su chi ha problemi di salute o economici o di affettività”, oppure si impossessa di chi ha disturbi psicologici, ed è “specie con questi ultimi che si può fare qualsiasi cosa, visto che poi le loro dichiarazioni spesso non sembrano essere credibili o vengono non considerate tali”.
Soldi e potere. L’obbiettivo? Soldi e potere. Perché rendere un altro un burattino di cui muovi i fili è smisuratamente, diabolicamente, affascinante. Specie se puoi fargli fare tutti i lavori “sporchi”. Perché chi finisce accalappiato da una setta, novanta volte su cento le consegna anche tutti i suoi averi.
Anche l’ipnosi. Le stesse tecniche per attirare nuovi adepti sono diverse e raffinate: quella è gente che sa bene il fatto suo. “Usano quelle di manipolazione mentale, l’ipnosi e tutto quanto è possibile mettere in campo per soggiogare le persone”.
Vere e proprie lobby. E’ una battaglia durissima. Impari, spesso, perché le sette sono diffusissime e soprattutto “hanno fior di professionisti al loro soldo e nelle loro file” – continua don Aldo – “e perché esistono vere e proprie lobby capaci di muoversi ed intervenire anche ad alti livelli”.
Internet. Uno dei veicoli preferiti dal mondo delle sette è diventata – quasi inevitabilmente – la rete. Il web. “Internet viene usato non soltanto per diffondere i loro ‘insegnamenti’ e le loro idee, ma anche per darsi appuntamenti”, continua il responsabile del Servizio antisette occulte. Con un gran bel problema, infine: “Da quando in Italia non c’è più il reato di plagio è diventato assai più difficile di prima perseguire certe organizzazioni…”.

Quell’idea fulminante di Benzi
L’idea a don Oreste Benzi venne in macchina. Era passata l’ora di pranzo ed era in viaggio verso Roma con don Aldo Buonaiuto per partecipare ad una puntata di Porta a Porta. Parlavano dell’emergenza sette e don Oreste all’improvviso sbotto: “Dobbiamo fare qualcosa! Bisogna cominciare a combatterle”.
Pensò qualche instante e a don Aldo disse “Facciamo un numero verde antisette! E approfittiamo di stasera per presentarlo. Ne sarai tu il responsabile”. Don Aldo gli spiegò che ne sarebbe stato contento, ma è impossibile ottenere un “numero verde” nel giro di qualche ora… Don Oreste prese il telefonino e chiamò un suo caro amico dirigente di un noto gestore telefonico. “Ciao, possiamo avere un numero verde?”, gli chiese. “Certo, don Benzi. Una quindicina di giorni e l’avrai”. Il sacerdote fece finta di cadere dalle nuvole: “Nooo! Ci serve subito, adesso, dai, ti prego”. Quel dirigente quasi…svenne. Ma siccome era impossibile riuscire a rifiutare qualcosa a Benzi, poche ore dopo ebbe un “numero verde” (attivato immediatamente nei primi giorni trasferendolo sul cellulare del fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII): 800.228.866.
Come aveva detto don Oreste lo presentò quella sera a Porta a Porta. E la prima chiamata arrivò a mezzanotte e dieci, poco dopo la fine della puntata. “Vi distruggeremo – disse un uomo – . Ora siete preti da macello. Vi toglieremo l’onore, la dignità, la forza, la vita”. Figuratevi se potevano fermarli le minacce: quel giorno dell’ottobre 2002 nacque il “Servizio antisette occulte”, “in lotta contro questo dilagante fenomeno, che crea vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società”. Il numero verde riceve mediamente 10 telefonate al giorno (l’80% riguarda le persone disperate alla ricerca dei figli o di giovani e adulti adescati e perseguitati dal mondo dell’occulto e delle sette). Ultima annotazione: il Servizio antisette occulte dell’Associazione collabora dal novembre 2006 con la Squadra antisette della Polizia.

Tre gruppi che fanno paura
Le sette nel nostro Paese possono sostanzialmente dividersi in almeno tre grandi tipologie: il “satanismo acido giovanile”, “il satanismo degli adulti” e le cosiddette “psicosette”, come spiega il “Servizio antisette occulte” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII guidato da don Aldo Buonaiuto. Il primo s’incontra più di frequente nelle cronache: è caratterizzato da comportamenti estremi sessualmente e deliquenzialmente, ma da rituali conditi con sangue, droghe (specie Lsd e allucinogeni) e sesso orgiastico.
Il “satanismo degli adulti” è invece decisamente più organizzato sul piano “dottrinale” e ideologico, meno evidente come comportamenti, lotta contro qualsiasi morale, etica e valore, viene gestito da persone patologicamente attratte dal potere e in alto socialmente tanto da creare vere e proprie lobby e in ambienti insospettabili.
Le “psicosette” infine sono quelle che riescono a raccogliere il maggior numero di adepti (nel ordine delle centinaia di migliaia di persone). Adoperano metodi – all’inizio e apparentemente – assai raffinati e pescano soprattutto nei ceti medio alti. Assai subdole organizzano spesso “corsi” costosissimi e “meeting” a base di un tale isolamento che per la loro intera durata (spesso giorni) ai partecipanti vengono requisiti portafogli e cellulare. Alla fine ci sono le “prove” che consistono nel camminare su carboni ardenti o piegare tombini di ferro. Inutile dire che le “quote” (in euro) per affiliarsi a queste psicosette hanno cifre a tre zeri.
Quattro righe le meritano però anche le “sette apocalittiche”, che in Italia sono poco sviluppate ma in Giappone e negli Usa un bel po’: in genere microgruppi guidati da personaggi che impostano tutto sulla vicina fine del mondo o di una collettività o di una persona cara. Con profitti da capogiro.

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