Archivio di Gennaio 2009

La sentenza del Tar mostra ancora una volta come nel nome di Eluana si voglia imporre la morte a tutti i costi

Venerdì 30 Gennaio 2009

Pubblichiamo il comunicato stampa della Comunità Papa Giovanni sul caso di Eluana Englaro.

E’ in atto una vera e propria persecuzione nei confronti di Eluana Englaro affinché venga al più presto uccisa con la piena responsabilità del nostro Stato Italiano.

 E’ altrettanto vergognoso il silenzio di coloro che potrebbero fermare questa minaccia di esecuzione contro la vita e la sua dignità, affermando e decretando un fermo no all’eutanasia come è sancito dalla nostra Costituzione.

La sentenza del Tar mostra ancora una volta come nel nome di Eluana, una giovane donna di 37 anni, che vive nonostante la sua grave disabilità, si voglia imporre la morte a tutti i costi, creando così un precedente spaventoso e dalle conseguenze inimmaginabili per chiunque penserà di avere la libertà di decidere sulla sorte dei malati.

La vicenda di Eluana sembra strumentalizzata in una lotta tra due contrapposte fazioni che vogliono affermare la propria supremazia e potere, l’una sull’altra fino a rinnegare i dettati costituzionali e quelli che procedono da un etica che non è espressione soltanto del mondo cattolico bensì conquista della coscienza di un’intera civiltà.

E’ quindi del tutto scandaloso vedere lo scontro ideologico tra i vari magistrati e quei politici che parlano soltanto ma non agiscono.

Inoltre siamo rattristati dalle solite bassezze di chi non sapendo dare ragione delle proprie posizioni si accanisce contro il pensiero della Chiesa, denigrando, offendendo con affermazioni da mercato per non affrontare il vero dibattito.

La nostra Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che è presente in Lombardia da 35 anni con le Case Famiglia non resterà a guardare ma attraverso azioni non violente manifesterà il proprio dissenso affinché l’omicidio assistito non venga mai autorizzato ed Eluana continui a vivere.

 

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Il Responsabile Generale

Giovanni Paolo Ramonda

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“Eluana non chiede di morire”

Mercoledì 21 Gennaio 2009

Comunicato Stampa del dott.Paolo Ramonda,  Responsabile Generale dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Restiamo costernati e sgomenti per la disponibilità della Governatrice Bresso di voler far uccidere Eluana Englaro nella Regione Piemonte. Un malsano e preoccupante accanimento si espande contro la vita di Eluana e dei tanti disabili gravi come lei, che vengono minacciati ed esposti alla morte proprio da chi, invece, dovrebbe difendere, proteggere e tutelare ogni cittadino specialmente quando diventa soggetto debole e bisognoso di cure.
La grave disabilità di Eluana continua ad essere una componente umanizzante e attiva della nostra società. Eluana non chiede di morire ma di vivere come tutti coloro che nella sua simile condizione continuano ad essere amati e curati. Inaccettabili sono le varie speculazioni a cui assistiamo forse per interessi e scopi che nulla hanno a che fare con la dignità della persona. Coloro che pensano di sfruttare questo dramma per motivi politici, prove di forza o per mettersi al centro dell’attenzione, sappiano che gli italiani non sono insensibili né senza principi e sani valori.
Anche la nostra Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, se Eluana dovesse essere accolta per la morte in questa regione dove la nostra comunità opera da oltre trent’anni con decine di Case Famiglia e Famiglie aperte all’accoglienza di persone considerate in stato vegetativo, grideremo in modo non violento la nostra contrarietà e il diritto alla vita di Eluana, delle creature nelle sue condizioni e delle famiglie che lottano con loro.
Sosteniamo con forza l’indicazione data dal Cardinale Poletto che la sospensione dell’alimentazione e idratazione è vera eutanasia.
Quindi un fermo no alla Bresso a valutare la disponibilità a ospitare Eluana Englaro per farla morire di fame e di sete.
Lo Stato e le Regioni invece di sostenere economicamente gli ospedali per la morte farebbero bene ad aiutare le famiglie che assistono parenti in stato vegetativo o in gravi condizioni.

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