Archivio di Aprile 2009

GRANDE IL VALORE DELLA VITA

Martedì 28 Aprile 2009

Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico

Il Senato ha approvato a larga maggioranza il disegno di legge sul biotestamento, compiendo un primo significativo passo per disciplinare una materia così importante e delicata. Se passerà la seconda fase alla Camera per la definitiva approvazione, vedremo il diritto alla vita affermarsi contro ogni logica di morte e di eutanasia. Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha recentemente dichiarato come debba essere la politica ad “agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge” adatto ad evitare avventure analoghe a quella di Eluana. Per il cardinale “qualunque deriva eutanasica, per quanto tecnicamente circoscritta o concettualmente edulcorata, è in realtà per gli uomini d’oggi, se ci si pensa bene, una falsa soluzione”. Questioni fondamentali come l’uguaglianza e la dignità di ogni persona, soprattutto nelle situazioni in cui è più debole, non dovrebbero dividere, ma unire tanto la politica quanto la società. Le tante dispute avvenute anche tra gli onorevoli cattolici dimostrano ancora una volta come spesso siano le leggi di partito a dettare la vita morale ed etica di un Paese; e così c’è chi parla di legge “violenta e traditrice” e di negate risposte alle richieste del popolo italiano che voleva una legge per la libertà. Ma allora è giusto domandarsi: in nome di quale libertà si può calpestare e disprezzare la vita dei più deboli, dei più poveri, di chi è così invisibile che quasi chiede scusa di esistere? Nel disegno di legge è prevista la Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), della validità di cinque anni, nella quale non rientrano alimentazione e idratazione e non potranno esservi contenute indicazioni che si configurino come eutanasia o suicidio assistito. In tal modo si considera la possibilità che dal tempo della sottoscrizione della dichiarazione all’eventuale applicazione, la medicina abbia compiuto dei progressi. Con questa norma in Olanda i malati di Aids sottoposti alla “dolce morte” ora sarebbero vivi in quanto gli attuali farmaci sono enormemente più efficaci di quelli di un tempo. In nome di quale libertà si può lasciare una persona a denutrirsi, assecondandola addirittura a privarsi del cibo come avviene per i malati di anoressia? E’ triste vedere come il valore della vita è sempre più svilito e disprezzato, dal suo concepimento fino alla sua conclusione: in Gran Bretagna l’aborto è divenuto oggetto di campagne pubblicitarie e gli spot televisivi sui preservativi sono trasmessi in fascia protetta. Di fronte a tutto ciò noi cristiani siamo chiamati a non arrenderci e a non cedere ad un mondo che vorrebbe mercificare e denigrare tutto, anche l’impareggiabile dono dell’esistenza umana. Coloro che insultano la Chiesa e il mondo cattolico dimostrano la debolezza delle proprie ragioni…ma speriamo che anche a costoro la vita insegnerà qualcosa.

DI DON ALDO BUONAIUTO

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UN APPELLO PER I TERREMOTATI

Martedì 28 Aprile 2009

 

Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico

La Chiesa italiana, in questa domenica, lancia un appello a tutti i cristiani perché si mobilitino per aiutare le tante vittime del terremoto che ha colpito l’Abruzzo. La colletta nazionale organizzata oggi, assieme ai cinque milioni di euro stanziati dalla Cei e ai contributi provenienti dalle realtà diocesane e internazionali, è stata pensata per concretizzare precisi progetti di ricostruzione delle zone devastate. Ogni cristiano per mezzo di questa iniziativa ha l’opportunità di condividere ed alleviare le sofferenze dei terremotati attraverso questo gesto concreto ma essenziale per ridare speranza a chi ha perso tutto. Attraverso i fondi raccolti si punterà anche alla riedificazione di strutture polivalenti utili alla popolazione per riunirsi in assemblea, dibattere e far festa. Si tratterà di fabbricati utilizzabili come luogo di culto di domenica, come scuole e sale per il consiglio comunale durante la settimana. Per tentare di ridare fiducia alle popolazioni coinvolte dal sisma sono in corso d’opera opportuni programmi per la progettazione sociale ed il sostegno, attraverso il microcredito, di cooperative orientate all’agricoltura biologica e al turismo. Il mondo cattolico continua a mobilitarsi sentendosi coinvolto a restituire almeno l’indispensabile a quanti hanno perso, nella notte tra il cinque e il sei aprile, non solo la casa, ma anche i propri cari. Ora dopo aver visto dai teleschermi le persone straziate dal dolore raccontare di come hanno perso i propri familiari, dopo aver visto i tanti volontari coraggiosi estrarre dalle macerie persone ancora vive, siamo chiamati tutti a dare il nostro reale aiuto. Le tante immagini e storie rimangono vive in noi, come quello della giovane ragazza rimasta per quasi due giorni “sepolta viva nella sua casa e come la commovente vicenda della suora che con il suo abito ha salvato cinque bambini coprendoli e impedendo così che respirassero le polveri durante il crollo. La solidarietà e la tenacia dei più ha mostrato ancora una volta come questo nostro popolo italiano sia in grado di unirsi e di rafforzarsi dinanzi ai momenti più drammatici della vita. L’inaspettato terremoto ha sicuramente sconvolto tante famiglie ma in questo momento si sta anche cercando di recuperare quel forte senso di appartenenza di una città, provincia e diocesi che hanno molta voglia di rinascere. Il rischio però degli approfittatori e dei speculatori già è purtroppo emerso come quello degli sciacalli e di coloro che sono esperti nel prendersi gioco dei disperati. Anche i politici devono stare attenti a non cadere dentro questo vortice, triste e vergognoso che può spingere chiunque abbia interessi di diversa natura a coglierne il “momento opportuno”. Spero che non si dimentichi invece la lezione più cruda ma anche la più vera: la precarietà della vita, la sua irripetibilità, il dono unico che non è però nelle nostre mani e quindi la consapevolezza di saper dire grazie e di apprezzare quello che abbiamo, anche se poco.

 

 

 

 

 

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I CRISTIANI RITROVINO GESU’

Martedì 28 Aprile 2009

 Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico

Con la domenica delle Palme inizia la Settimana Santa: giorni importanti per i cristiani che, rinnovando nella fede le scelte di ogni giorno, hanno l’occasione di recuperare il proprio rapporto con Gesù. Pasqua significa “passaggio” e quindi è il tempo propizio per passare dal peccato alla grazia, dall’angoscia alla speranza, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita. Coloro che hanno ruoli di responsabilità e si dichiarano cattolici hanno l’obbligo morale di dare speranze e risposte a questi ultimi, ai disperati e alle persone più deboli. Gesù muore e risorge come risposta concreta nella storia per spezzare le catene di chi iniquamente ogni giorno fabbrica croci pesanti da imporre sulle spalle dei più poveri. Quando la società non riconosce il diritto e la giustizia diventa complice di sofferenze e di morte commettendo un grave peccato sociale perché pur conoscendo preferisce far finta di non capire e pur vedendo preferisce non intervenire. Il cristiano desideroso di impegnarsi in questa opera di trasformazione e di conversione accogliendo sinceramente l’altro, rende veramente la Pasqua un inno alla vita e alla liberazione dell’uomo dal suo errore. La Settimana Santa risveglia le coscienze di tutti provocandoci ad un grande salto di qualità nella fede: divenire portatori di speranza, costruttori di pace e annunciatori di quell’unica verità che libera l’uomo dalle proprie prigionie. Proprio nella settimana trascorsa mentre i grandi della Terra si sono interrogati sulle misure da intraprendere per risolvere la grave crisi economica e la conseguente instabilità a livello mondiale, il Santo Padre, rintracciando in avarizia ed idolatria le cause che oscurano il vero Dio e contribuiscono ai dissesti finanziari, ha ribadito che “la giustizia non si può creare solo con modelli economici buoni che pure sono necessari. La giustizia ha bisogno di uomini giusti, di cuori giusti.” Invece vediamo tristemente un’Europa non ha nemmeno l’onestà e il coraggio di riconoscere le proprie radici cristiane. L’ostilità, sempre più marcata verso il Cristianesimo in Occidente, si trasforma e si ripercuote in persecuzioni sempre più variegate ed inquietanti. Dai crocifissi che continuano ad essere gettati dalle finestre di certe istituzioni o bruciati e comunque sempre dissacrati dai terribili rapimenti come quello del vescovo cinese che l’altro giorno è stato forzatamente prelevato e portato in una località segreta dalla Polizia. In India continuano i gravi episodi di cittadini aggrediti, discriminati e umiliati solo per la fede che professano e in molti altri Stati assistiamo a guerre civili di religione e l’impossibilità del cristiano di accedere liberamente e senza paura in Paesi di matrice islamica.

DI DON ALDO BUONAIUTO
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