“Emo” e droga: gravi rischi per i giovanissimi
Venerdì 25 Settembre 2009Intervista del Tg5 a don Aldo sul giro di droga scoperto ad Ascoli Piceno.
Intervista del Tg5 a don Aldo sul giro di droga scoperto ad Ascoli Piceno.
Pubblichiamo l’articolo di don Aldo tratto dal Corriere Adriatico del 2 agosto 2009.
L’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru486. Le sorti di un Paese vengono affidate alle “agenzie del profitto”, veri e propri commercianti senza scrupoli che non hanno a cuore la vita umana. La “kill pill”, come è stata ribattezzata negli Usa, sarà disponibile nel nostro Paese già alla fine di settembre e costerà al Servizio sanitario pubblico circa 14 euro. La pillola abortiva è costituita da una molecola denominata mifepristone, agente contro i recettori del progesterone, l’ormone che permette alla gravidanza di andare avanti. Questa sostanza, insieme ad un altro farmaco, la prostaglandina, somministrata alla donna il terzo giorno di terapia abortiva, provoca l’espulsione dell’embrione nel 95% dei casi. E così anche in Italia le strutture sanitarie permetteranno alle donne di realizzare il cosiddetto aborto “fai da te”: con una semplice pasticca sarà possibile mettere fine ad una vita umana.
In tanti hanno espresso forti perplessità sull’utilizzo di questo “pesticida antiumano”, anche per il pericolo nei confronti della salute della mamma. E’ incredibile come proprio gli addetti ai lavori possano definire la Ru486 un farmaco. Una volta i farmaci curavano malesseri, dolori, malattie, migliorando la qualità della vita, ma mai avremmo pensato a medicine studiate appositamente per sopprimere degli esseri umani. Nonostante tutti i dubbi e gli interrogativi, è come se una “macchina della morte”, sgombrando il campo da tutti gli ostacoli, portasse avanti la sua terribile missione, contro ogni rispetto della vita e della dignità dell’uomo. Come è avvenuto per la vicenda di Eluana Englaro le stesse Istituzioni, che dovrebbero garantire la salvaguardia di ogni esistenza umana, si rendono responsabili di “stragi degli innocenti”.
La Chiesa ha ribadito il suo secco “no” nei confronti di questa “seconda corsia” per praticare l’aborto. L’arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la vita, dichiarando come l’assunzione della Ru486 “non rende meno traumatico l’aborto, solo lo rinchiude ancora di più nella solitudine del privato della donna e lo prolunga nel tempo”, avverte una “triste tendenza che si sta imponendo poco alla volta in alcuni frammenti della cultura contemporanea: la banalizzazione. Dalla vita alla morte tutto sembra sottoposto a un mero processo semplificativo che tende a rinchiudere ogni cosa in un affare privato senza alcun riferimento agli altri”. L’introduzione della Ru486 significherà la diffusione capillare del primo veleno per bambini e relegherà ancor di più mamme e bambini nell’isolamento, nella violenza e nella morte.
Di fronte ad un mondo orientato a togliere di mezzo i deboli e gli emarginati i cosiddetti cattolici continuano ad essere insignificanti con una voce fin troppo sommessa.