Articoli sul fenomeno delle sette tratti dal quotidiano Avvenire del 20 e 22 giugno 2008 a firma di Pino Ciociola
SCHIAVI DELLE SETTE
Nell’inferno che coinvolge un milione e mezzo di italiani
VITE IN BILICO
“Mia moglie mi aveva confidato piangendo che le due volte che ha partecipato a questi meeting è tornata a casa con una sensazione di smarrimento, di sdoppiamento della personalità, di ansie autolesionistiche e crisi gravi di panico. Niente nomi, né luoghi, è condizione necessaria per incontrare donne e uomini sfuggiti dalle sette (sataniche e non soltanto). Quel marito va avanti: “in almeno due casi certi, due persone che frequentavano questa setta si sono suicidate. Altre sono finite in una clinica psichiatrica. Altre ancora sono state ‘maledette’”. Sua moglie la minacciarono: se avesse smesso di frequentare quei “meeting” le avrebbero fatto perdere il lavoro.
Le cifre impressionano: si stima che in Italia raggiungano più o meno il milione e mezzo le persone coinvolte nel giro delle migliaia di sette, microsette, sette sataniche, psicosette, pseudoreligioni, movimenti di “pace e ricerca interiore”, “astrali”, occultismi vari e via allucinando. “Negli ultimi anni – metteva nero su bianco il Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale nel novembre 2006, istituendo la Squadra antisette della Polizia – l’esponenziale diffusione delle sette esoteriche, di “aggregazioni” religiose o pseudo-tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo, ha assunto in tutto il Paese dimensioni e connotazioni da richiamare l’attenzione anche sotto il profilo della sicurezza”, diventando ormai “un fenomeno più diffuso di quanto si possa pensare”.
Le storie di chi è stato ingoiato dalle sette sono impressionanti e vanno spesso al di là dell’immaginazione: raccontano di esseri umani svuotati della loro anima, follie, pratiche obbrobriose (impossibile qui raccontarle), fino a ragazzi suicidatisi o “suicidati” ed a morti strane, inspiegabili. Chi viene strappato alle sette deve essere nascosto: i predoni non mollano mai e per nessun motivo le loro vittime. Così le case famiglia dell’Associazione Papa Giovanni XXIII sono sparse un po’ in tutto il paese, in modo da poter mandare il più lontano possibile chi si riesce a sfilare dagli artigli di guru, santoni e satanisti. E questi ultimi di frequente hanno un loro motto: “Odio l’amore e amo l’odio”.
E’ ancora il Viminale a scriverlo: “Il fenomeno, alimentando una culturali odio e di morte, fa leva sulla fragilità, lo smarrimento interiore e l’ignoranza delle persone, soprattutto fra le giovani generazioni”. Pino (nome di fantasia come l’altro che seguirà) ha 23 anni e non sta bene. Rimane solo, si deprime, si sente inutile, prova rabbia per il mondo intero. Un coetaneo lo avvicina, gli diventa amico, gli dice che “tutto questo non era avvenuto casualmente” e che “lui poteva aiutarmi a farmi scoprire il motivo delle mie disgrazie”, ricorda Pino. Gli fa incontrare “una specie di veggente” che attraverso “i suoi viaggi astrali potrà rivelarmi quei motivi” se “prima però frequento un certo gruppo”. E il leader del gruppo è un “sacerdote di satana”, che “coinvolgeva ragazzine minorenni, punk, dark, satanisti e metallari” un personaggio col cervello andato a male, “senza scrupoli, molto esibizionista, cultore di droghe d’ogni genere”, che vive in una “casa che sembra una stalla” e che durante certi “rituali” ha “un bastone con attaccato in cima un teschio vero”. Gira l’Italia e “visita diversi gruppi”.
Al primo rituale al quale Pino partecipa, “ci sono una trentina di giovani fra ragazzi e ragazze da 14 a 20 anni circa”. E’ una serata a base di allucinogeni e alcool, sesso orgiastico e demenzialità, studio della “bibbia di satana”, cerchi col fuoco in mezzo, simboli satanici come il pentacolo e altre amenità del genere. Il tipo col cervello fuso che comanda questo gruppo “aveva a disposizione una squadra di ragazzi più o meno grandi ai quali commissionava piccoli furti, anche nelle chiese”. Intanto, specie per le iniziazioni, “i luoghi più frequentati erano i cimiteri. Lì aprivamo le tombe, le derubavamo, evocavamo i morti”.
Non solo la scusa del satanismo, naturalmente: ce ne sono un bel po’ di altre a disposizione. Maria ha 23 anni, a 19 s’era innamorata di una specie di guru (che ha superato i 40) il quale gestisce una “palestra trascendentale” e da allora ad oggi le ha sfilato quarantamila euro. Il giochino non è troppo complicato: “Lui si serviva di appartenenti al suo gruppo che conoscevano persone in momenti difficili”, dice Maria. E lei quando l’ha incontrato aveva appena perso il suo papà. Il santone da strapazzo “ci diceva di parlare con la Madonna – ricorda Maria – di essere in contatto coi morti e persino di essere la reincarnazione di Gesù. Si definiva ‘l’eletto’”. Però nei “riti” “tirava fuori un sacchetto che conteneva la ‘polvere astrale’ e ci diceva che aveva poteri miracolosi”: polvere astrale e miracolosa per la quale “ci chiedeva offerte molto onerose”. Maria ha quasi finito il suo racconto, l’ultima cosa le stringe gli occhi di dolore: “Un ragazzo del nostro gruppo si è suicidato in circostanze strane, non abbiamo mai capito come andò”.
«Ti fanno la corte, poi ti tolgono la vita»
“I più difficili furono i primi anni, fu come se fossimo entrati dentro una foresta di sabbie mobili”: don Aldo Buonaiuto guida dalla sua nascita il Servizio antisette occulte dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. “Vi faremo a pezzi”. Lo hanno minacciato in ogni modo: “da Tu e Don Benzi bastardi, Satana vi entrerà nel corpo” a “Ti verremo a prendere a pezzi”, da “Sarai distrutto ma con calma, non abbiamo fretta” a “Ti copri dietro quella veste ma tanto ti distruggeremo” e molto, molto altro di irriferibile.
Iniziazione al male. L’iniziativa che volle don Benzi ruppe infatti molte uova in altrettanti panieri: “Non si creda che le sette, tutto sommato, siano folclore e poco altro – spiega don Aldo –. Sono un mondo che promuove l’iniziazione al male: il satanismo, l’esoterismo, l’occultismo, ti mostrano prima una facciata quasi innocua, quasi ‘divertente’, poi, dopo averti catturato ti sprofondano”.
Così dalla sua istituzione il “numero verde” (800.228.866) ha ricevuto quasi 10mila chiamate e il “Servizio antisette occulte” dell’Associazione ha trattato 1.905 casi (spesso accompagnati e seguiti dalle Forze dell’ordine).
Il “love bombing”. Non a caso una delle tecniche preferite per accalappiare esseri umani – specie dalle psicosette – è il “love bombing” (“bombardamento d’amore”), “cioè inizialmente ti colmano tutti di attenzioni, ti vogliono bene, ti fanno sentire importante”, racconta don Aldo (che sull’argomento è anche consulente giudiziario per diversi tribunali italiani), poi “ti espropriano della tua vita”, letteralmente. Per esempio “ti allontanano fisicamente dal tuo ambiente reale, naturale e vitale”, arrivando in molti casi a farti cambiare città, così che nessuno possa strapparti a loro.
Dritti su chi ha problemi. Non esagera don Aldo, né il suo è un modo di dire: “Ti espropriano dalla tua vita”. Quella gente punta dritta e decisa soprattutto su chi è più fragile, “su chi ha problemi di salute o economici o di affettività”, oppure si impossessa di chi ha disturbi psicologici, ed è “specie con questi ultimi che si può fare qualsiasi cosa, visto che poi le loro dichiarazioni spesso non sembrano essere credibili o vengono non considerate tali”.
Soldi e potere. L’obbiettivo? Soldi e potere. Perché rendere un altro un burattino di cui muovi i fili è smisuratamente, diabolicamente, affascinante. Specie se puoi fargli fare tutti i lavori “sporchi”. Perché chi finisce accalappiato da una setta, novanta volte su cento le consegna anche tutti i suoi averi.
Anche l’ipnosi. Le stesse tecniche per attirare nuovi adepti sono diverse e raffinate: quella è gente che sa bene il fatto suo. “Usano quelle di manipolazione mentale, l’ipnosi e tutto quanto è possibile mettere in campo per soggiogare le persone”.
Vere e proprie lobby. E’ una battaglia durissima. Impari, spesso, perché le sette sono diffusissime e soprattutto “hanno fior di professionisti al loro soldo e nelle loro file” – continua don Aldo – “e perché esistono vere e proprie lobby capaci di muoversi ed intervenire anche ad alti livelli”.
Internet. Uno dei veicoli preferiti dal mondo delle sette è diventata – quasi inevitabilmente – la rete. Il web. “Internet viene usato non soltanto per diffondere i loro ‘insegnamenti’ e le loro idee, ma anche per darsi appuntamenti”, continua il responsabile del Servizio antisette occulte. Con un gran bel problema, infine: “Da quando in Italia non c’è più il reato di plagio è diventato assai più difficile di prima perseguire certe organizzazioni…”.
Quell’idea fulminante di Benzi
L’idea a don Oreste Benzi venne in macchina. Era passata l’ora di pranzo ed era in viaggio verso Roma con don Aldo Buonaiuto per partecipare ad una puntata di Porta a Porta. Parlavano dell’emergenza sette e don Oreste all’improvviso sbotto: “Dobbiamo fare qualcosa! Bisogna cominciare a combatterle”.
Pensò qualche instante e a don Aldo disse “Facciamo un numero verde antisette! E approfittiamo di stasera per presentarlo. Ne sarai tu il responsabile”. Don Aldo gli spiegò che ne sarebbe stato contento, ma è impossibile ottenere un “numero verde” nel giro di qualche ora… Don Oreste prese il telefonino e chiamò un suo caro amico dirigente di un noto gestore telefonico. “Ciao, possiamo avere un numero verde?”, gli chiese. “Certo, don Benzi. Una quindicina di giorni e l’avrai”. Il sacerdote fece finta di cadere dalle nuvole: “Nooo! Ci serve subito, adesso, dai, ti prego”. Quel dirigente quasi…svenne. Ma siccome era impossibile riuscire a rifiutare qualcosa a Benzi, poche ore dopo ebbe un “numero verde” (attivato immediatamente nei primi giorni trasferendolo sul cellulare del fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII): 800.228.866.
Come aveva detto don Oreste lo presentò quella sera a Porta a Porta. E la prima chiamata arrivò a mezzanotte e dieci, poco dopo la fine della puntata. “Vi distruggeremo – disse un uomo – . Ora siete preti da macello. Vi toglieremo l’onore, la dignità, la forza, la vita”. Figuratevi se potevano fermarli le minacce: quel giorno dell’ottobre 2002 nacque il “Servizio antisette occulte”, “in lotta contro questo dilagante fenomeno, che crea vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società”. Il numero verde riceve mediamente 10 telefonate al giorno (l’80% riguarda le persone disperate alla ricerca dei figli o di giovani e adulti adescati e perseguitati dal mondo dell’occulto e delle sette). Ultima annotazione: il Servizio antisette occulte dell’Associazione collabora dal novembre 2006 con la Squadra antisette della Polizia.
Tre gruppi che fanno paura
Le sette nel nostro Paese possono sostanzialmente dividersi in almeno tre grandi tipologie: il “satanismo acido giovanile”, “il satanismo degli adulti” e le cosiddette “psicosette”, come spiega il “Servizio antisette occulte” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII guidato da don Aldo Buonaiuto. Il primo s’incontra più di frequente nelle cronache: è caratterizzato da comportamenti estremi sessualmente e deliquenzialmente, ma da rituali conditi con sangue, droghe (specie Lsd e allucinogeni) e sesso orgiastico.
Il “satanismo degli adulti” è invece decisamente più organizzato sul piano “dottrinale” e ideologico, meno evidente come comportamenti, lotta contro qualsiasi morale, etica e valore, viene gestito da persone patologicamente attratte dal potere e in alto socialmente tanto da creare vere e proprie lobby e in ambienti insospettabili.
Le “psicosette” infine sono quelle che riescono a raccogliere il maggior numero di adepti (nel ordine delle centinaia di migliaia di persone). Adoperano metodi – all’inizio e apparentemente – assai raffinati e pescano soprattutto nei ceti medio alti. Assai subdole organizzano spesso “corsi” costosissimi e “meeting” a base di un tale isolamento che per la loro intera durata (spesso giorni) ai partecipanti vengono requisiti portafogli e cellulare. Alla fine ci sono le “prove” che consistono nel camminare su carboni ardenti o piegare tombini di ferro. Inutile dire che le “quote” (in euro) per affiliarsi a queste psicosette hanno cifre a tre zeri.
Quattro righe le meritano però anche le “sette apocalittiche”, che in Italia sono poco sviluppate ma in Giappone e negli Usa un bel po’: in genere microgruppi guidati da personaggi che impostano tutto sulla vicina fine del mondo o di una collettività o di una persona cara. Con profitti da capogiro.







25 Luglio 2008 alle 15:57
Don Benzi…… la Santità fatta persona…. solo a un santo si possono aprire le porte di qualsiasi posto….