Attacchi strumentali al Papa

Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico

La prima tappa del viaggio di Benedetto XVI in terra africana, è stata oggetto di numerose critiche da parte di esponenti del mondo occidentale laico. Il Santo Padre ha scelto il Camerun e l’Angola, due dei Paesi più rappresentativi della cultura dell’intero continente e delle sue espressioni linguistiche, come meta del suo undicesimo viaggio internazionale. In Camerun si è svolto l’incontro con i vescovi africani per la consegna dell’Instrumentum laboris del Sinodo dal tema “La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace” che si aprirà in Africa e continuerà nell’ottobre prossimo in Vaticano.

Sono tante le tematiche che il Papa ha affrontato in questi giorni: l’impegno per la tutela e l’evangelizzazione della famiglia, la sfida delle sette religiose e della superstizione, la formazione di sacerdoti e catechisti e la ricerca di percorsi di pace condivisi. Il Santo Padre ha esortato i presuli e i consacrati africani perché contribuiscano alla “costruzione di un mondo più giusto in cui ciascuno potrà vivere dignitosamente”. Di fronte a questioni così importanti continua ad apparire strumentale e decisamente poco costruttiva la querelle scatenatasi in seguito ad alcune affermazioni di Benedetto XVI che, rispondendo ad una domanda posta da un giornalista francese sul problema dell’Aids, ha dichiarato come “non si può superare questo problema solo con i soldi. Sono necessari, ma se non c’è l’anima che li sappia applicare, non aiutano, non si può superare con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema”. Apriti cielo! Sembra non aspettassero altro che trovare un pretesto per prendere le distanze, attaccare il Papa e screditare il suo magistero. Oltretutto dati autorevoli provenienti dagli Stati Uniti e pubblicati sul New York Times, indicano come, con il solo utilizzo dei profilattici, il contagio della malattia cresca.

Si preferisce mettere l’accento solo su certe parole di Benedetto XVI quando la linea della Santa Sede contro l’Aids è molto più ampia ed articolata: educazione alla responsabilità nell’uso della sessualità, promozione del matrimonio e della famiglia, cura e attenzione ai malati e alle persone che soffrono. Indipendentemente dal merito della questione, mai come in questo periodo ogni intervento e presa di posizione del Papa diventa occasione di critica e di attacco.

L’aspetto preoccupante è che da tali polemiche non scaturisce mai un confronto leale, obiettivo e aperto sui temi trattati. Si denotano invece coesione e metodo solo per rivolgere attacchi feroci a tutto il mondo cristiano e più in particolare alla Chiesa Cattolica e al suo più alto rappresentante.

Chissà che nelle parole dell’On. Pierferdinando Casini non ci sia qualcosa di vero quando afferma, dalle pagine dell’Avvenire del 20 marzo, che in tutta questa delegittimazione vede: “una manina occulta… dietro queste ripetute critiche…”?

 DI DON ALDO BUONAIUTO

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