GRANDE IL VALORE DELLA VITA
Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico
Il Senato ha approvato a larga maggioranza il disegno di legge sul biotestamento, compiendo un primo significativo passo per disciplinare una materia così importante e delicata. Se passerà la seconda fase alla Camera per la definitiva approvazione, vedremo il diritto alla vita affermarsi contro ogni logica di morte e di eutanasia. Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha recentemente dichiarato come debba essere la politica ad “agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge” adatto ad evitare avventure analoghe a quella di Eluana. Per il cardinale “qualunque deriva eutanasica, per quanto tecnicamente circoscritta o concettualmente edulcorata, è in realtà per gli uomini d’oggi, se ci si pensa bene, una falsa soluzione”. Questioni fondamentali come l’uguaglianza e la dignità di ogni persona, soprattutto nelle situazioni in cui è più debole, non dovrebbero dividere, ma unire tanto la politica quanto la società. Le tante dispute avvenute anche tra gli onorevoli cattolici dimostrano ancora una volta come spesso siano le leggi di partito a dettare la vita morale ed etica di un Paese; e così c’è chi parla di legge “violenta e traditrice” e di negate risposte alle richieste del popolo italiano che voleva una legge per la libertà. Ma allora è giusto domandarsi: in nome di quale libertà si può calpestare e disprezzare la vita dei più deboli, dei più poveri, di chi è così invisibile che quasi chiede scusa di esistere? Nel disegno di legge è prevista la Dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), della validità di cinque anni, nella quale non rientrano alimentazione e idratazione e non potranno esservi contenute indicazioni che si configurino come eutanasia o suicidio assistito. In tal modo si considera la possibilità che dal tempo della sottoscrizione della dichiarazione all’eventuale applicazione, la medicina abbia compiuto dei progressi. Con questa norma in Olanda i malati di Aids sottoposti alla “dolce morte” ora sarebbero vivi in quanto gli attuali farmaci sono enormemente più efficaci di quelli di un tempo. In nome di quale libertà si può lasciare una persona a denutrirsi, assecondandola addirittura a privarsi del cibo come avviene per i malati di anoressia? E’ triste vedere come il valore della vita è sempre più svilito e disprezzato, dal suo concepimento fino alla sua conclusione: in Gran Bretagna l’aborto è divenuto oggetto di campagne pubblicitarie e gli spot televisivi sui preservativi sono trasmessi in fascia protetta. Di fronte a tutto ciò noi cristiani siamo chiamati a non arrenderci e a non cedere ad un mondo che vorrebbe mercificare e denigrare tutto, anche l’impareggiabile dono dell’esistenza umana. Coloro che insultano la Chiesa e il mondo cattolico dimostrano la debolezza delle proprie ragioni…ma speriamo che anche a costoro la vita insegnerà qualcosa.
DI DON ALDO BUONAIUTO






