I CRISTIANI RITROVINO GESU’
Tratto dalla rubrica “Si salvi chi può” del Corriere Adriatico
Con la domenica delle Palme inizia la Settimana Santa: giorni importanti per i cristiani che, rinnovando nella fede le scelte di ogni giorno, hanno l’occasione di recuperare il proprio rapporto con Gesù. Pasqua significa “passaggio” e quindi è il tempo propizio per passare dal peccato alla grazia, dall’angoscia alla speranza, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita. Coloro che hanno ruoli di responsabilità e si dichiarano cattolici hanno l’obbligo morale di dare speranze e risposte a questi ultimi, ai disperati e alle persone più deboli. Gesù muore e risorge come risposta concreta nella storia per spezzare le catene di chi iniquamente ogni giorno fabbrica croci pesanti da imporre sulle spalle dei più poveri. Quando la società non riconosce il diritto e la giustizia diventa complice di sofferenze e di morte commettendo un grave peccato sociale perché pur conoscendo preferisce far finta di non capire e pur vedendo preferisce non intervenire. Il cristiano desideroso di impegnarsi in questa opera di trasformazione e di conversione accogliendo sinceramente l’altro, rende veramente la Pasqua un inno alla vita e alla liberazione dell’uomo dal suo errore. La Settimana Santa risveglia le coscienze di tutti provocandoci ad un grande salto di qualità nella fede: divenire portatori di speranza, costruttori di pace e annunciatori di quell’unica verità che libera l’uomo dalle proprie prigionie. Proprio nella settimana trascorsa mentre i grandi della Terra si sono interrogati sulle misure da intraprendere per risolvere la grave crisi economica e la conseguente instabilità a livello mondiale, il Santo Padre, rintracciando in avarizia ed idolatria le cause che oscurano il vero Dio e contribuiscono ai dissesti finanziari, ha ribadito che “la giustizia non si può creare solo con modelli economici buoni che pure sono necessari. La giustizia ha bisogno di uomini giusti, di cuori giusti.” Invece vediamo tristemente un’Europa non ha nemmeno l’onestà e il coraggio di riconoscere le proprie radici cristiane. L’ostilità, sempre più marcata verso il Cristianesimo in Occidente, si trasforma e si ripercuote in persecuzioni sempre più variegate ed inquietanti. Dai crocifissi che continuano ad essere gettati dalle finestre di certe istituzioni o bruciati e comunque sempre dissacrati dai terribili rapimenti come quello del vescovo cinese che l’altro giorno è stato forzatamente prelevato e portato in una località segreta dalla Polizia. In India continuano i gravi episodi di cittadini aggrediti, discriminati e umiliati solo per la fede che professano e in molti altri Stati assistiamo a guerre civili di religione e l’impossibilità del cristiano di accedere liberamente e senza paura in Paesi di matrice islamica.






