SCUOLA E RELIGIONE
Tratto dalla rubrica “Si Salvi Chi Può” del Corriere Adriatico
Il meeting degli Insegnanti di religione che si è svolto nei giorni scorsi a Roma ha dato la possibilità di incontrasi sull’importante tema della scuola e del suo rapporto con l’educazione cattolica. Il cardinale Angelo Bagnasco ha aperto molti spunti di riflessione sulle problematiche dell’insegnamento considerando il binomio religione-laicità dello Stato. In uno dei punti fondamentali del suo intervento il Presidente della Cei ha affermato come non sia importante che l’alunno aderisca o meno al credo religioso cristiano ma che “conosca, studi e percepisca il significato dei valori che scaturiscono da questa fede, riconoscendo che si tratta di valori generalmente vissuti e condivisi e che nel nostro Paese sono parte integrante del patrimonio storico culturale, capace di sviluppare attraverso gli interrogativi di senso, nuove sensibilità, in ordine alla ricerca della giustizia e della verità, per tutti gli uomini”. Gli studenti che professano un altro credo hanno la possibilità di conoscere la religione cattolica integrandosi ad una più profonda comprensione della cultura italiana ed europea. Il cristianesimo è un fattore fondamentale e imprescindibile nella storia del nostro Paese nonostante ci sia qualcuno che continui a rinnegare le proprie origini tentando di estromettere Dio dalla storia, relegandolo in qualche cantuccio. L’istituzione scolastica, elemento vitale per la formazione delle nuove generazioni, non può essere vista come un’azienda o un luogo di produzione bensì come un luogo di crescita e di educazione ai valori più autentici. Solo in tal modo all’interno delle scuole, come nella famiglie ed in tutta la società il più debole e il più bisognoso di aiuto, diventano risorse e non ostacoli, in un nuovo modo di impostare il cammino scolastico e la vita quotidiana. E così sono proprio i più piccoli a diventare i primi educatori di una scuola che dovrebbe avere come principio basilare la gratuità dell’educazione al posto degli attuali meccanismi di profitto e di consumismo. Se l’educazione è fondata sulla gratuità, riconosce i doni e le risorse contenuti in ogni persona, educando davvero e facendo sentire la persona amata e libera di sentirsi se stessa. La “scuola del gratuito” forma innanzitutto insegnanti, chiamati a diventare maestri di vita e di relazione, cooperando al fianco dei genitori anch’essi bisognosi di sentirsi compartecipi dell’educazione che viene data ai propri figli. Mi hanno molto colpito le parole pronunciate ieri dal Papa proprio dinanzi ai professori di religione quando ha dichiarato che “l’insegnamento della religione cattolica favorisce la riflessione sul senso profondo dell’esistenza, aiutando a ritrovare, al di là delle singole conoscenze, un senso unitario e un’intuizione globale. Ciò è possibile perché tale insegnamento pone al centro la persona umana e la sua insopprimibile dignità, lasciandosi illuminare dalla vicenda unica di Gesù di Nazaret, di cui si ha cura di investigare l’identità, che non cessa da duemila anni di interrogare gli uomini”.
Di don Aldo Buonaiuto






