ALLA PACE SERVE IL DIALOGO
Tratto dalla rubrica “Si Salvi Chi Può” del Corriere Adriatico
Il dialogo è sempre il primo e il più importante passo per la costruzione della pace e della libertà. Quando gli uomini e le società rinunciano ad incontrarsi e non accettano di ascoltarsi spingono l’umanità verso la divisione, l’intolleranza e l’ignoranza. I conflitti di civiltà si espandono proprio a causa del rigetto di un dialogo che invece risulta insostituibile per conoscersi e superare le paure delle diversità. Il Santo Padre Benedetto XVI ha creduto fortemente e ha tanto desiderato questo viaggio, coraggioso e rischioso, in Terra Santa per affrontare i grandi temi dell’unione e del dialogo interreligioso. I cristiani perseguitati possono ritrovare in questo abbraccio del proprio Pastore conforto, speranza e forza per non continuare ad abbandonare i luoghi santi dove Gesù è vissuto e dove la Chiesa si è plasmata. Grande accoglienza ha già ricevuto dal re di Giordania Abdallah II e dal suo popolo che hanno accolto il Papa con grande solennità e riconoscimento, come uomo e capo della chiesa cattolica venuto a portare parole di riconciliazione tra popoli e religioni diverse e “come pellegrino per venerare i luoghi santi… benedire le prime pietre delle chiese che saranno costruite sul luogo tradizionale del Battesimo del Signore”.Il Pontefice ha già ribadito anche l’importanza della libertà religiosa come un diritto fondamentale per il rispetto di quei diritti inalienabili della dignità di ogni uomo e di ogni donna, affinché tale libertà insegni alle tre religioni monoteiste un dialogo rispettoso. Anche l’incontro con i capi religiosi mussulmani ha una sua grande importanza perché segna un ulteriore passo in avanti nel colloquio tra Cristianesimo ed Islam. La prima sosta nel paese giordano ha quindi questo particolare significato, ponendosi così in prima linea nelle iniziative a favore della pace e del dialogo interreligioso. Sono state molto belle e profonde le parole del Santo Padre nella prima tappa del suo pellegrinaggio in Terra Santa visitando il Centro “Regina Pacis” dove ha ricordato di essere venuto in Medio Oriente per pregare “per il regalo prezioso dell’unità e della pace… la pace per gli individui, i genitori, i figli, per le comunità, pace per Gerusalemme, per la Terra Santa, per la regione, pace per l’intera famiglia umana; la pace durevole generata dalla giustizia, dall’integrità e dalla compassione, la pace che sorge dall’umiltà, dal perdono e dal profondo desiderio di vivere in armonia come un’unica realtà”. Nonostante tutti i rischi e gli ostacoli di questo impegnativo pellegrinaggio il successore degli Apostoli non si è risparmiato nel desiderio di incontrarsi con la gente comune, con i disabili, con i giovani come avviene in tutti i viaggi papali. L’esempio, l’amore e la sfida di riunire i popoli sotto l’unico Dio fa sentire e comprendere la grandezza e l’intelligenza spirituale di un uomo che superando le critiche e le paure umane continua a stupire il mondo testimoniando la forza del Vangelo.
DI DON ALDO BUONAIUTO






