Grave l’emergenza educativa
Tratto dalla rubrica “Si Salvi Chi Può” del Corriere Adriatico
L’emergenza educativa continua ad essere il principale tema di discussione della Chiesa Cattolica, dal Santo Padre ai vescovi italiani riuniti in questi giorni nella 59esima Assemblea Generale della Cei. L’intervento pronunciato da Benedetto XVI durante l’incontro con i membri dell’Assemblea ha proprio evidenziato come “un vero educatore mette in gioco in primo luogo la sua persona e sa unire autorità ed esemplarità nel compito di educare quanti gli sono affidati”. Anche l’attenzione alle famiglie e alle fasce più deboli della società è stata al centro del dibattito tra i vescovi che hanno ribadito ancora una volta l’importanza della “promozione di una diffusa mentalità a favore della vita in ogni suo aspetto e momento”. La crisi finanziaria ed economica, che ha investito tutto il mondo e si è legata anche ai tristi episodi del terremoto in Abruzzo, dove non è mancata la forte solidarietà del mondo cattolico anche attraverso la Colletta nazionale indetta dalla Cei, ha dato la possibilità di rinnovare quei valori, così presenti nella nostra cultura, di collaborazione e assistenza nei confronti delle persone più bisognose. Tra queste, oltre ai nostri connazionali, non vanno dimenticati i più poveri, i disperati, coloro che vengono comunemente definiti come clandestini. In merito alla “prassi controversa” dei respingimenti di immigrati dalle coste italiane è stato forte il richiamo a non dimenticare mai il valore e la dignità di ogni vita umana. E allo stesso modo, il servizio nei confronti del povero, dell’immigrato e del senza fissa dimora non può essere distinto dalla salvaguardia dell’esistenza che è sacra fin dal suo nascere e quindi da quando il primo zigote si forma nel grembo materno. Qualsiasi forma di attentato alla vita, dall’aborto all’eutanasia, deve essere sempre denunciato come un delitto insopportabile che il cristiano non può mai tollerare né accettare. La solidarietà e l’amore gratuito sono tra i punti più autentici e al contempo scomodi del Cristianesimo perché si basano su di un’antropologia che guarda al concetto di persona, contrapposto all’individualismo esasperato che si impone a livello planetario. Fanno sicuramente pensare e anche preoccupare le affermazioni dello stesso presidente della Cei nel dichiarare l’esistenza di potenti lobby finanziarie, a livello mondiale, operanti contro il Sommo Pontefice e il magistero della Chiesa Cattolica. Tale avversione si respira anche ascoltando, in questo periodo, quei tanti “politicanti” che ancora non hanno capito che la gente è stanca di coloro che sanno soltanto demolire. In questa domenica di Pentecoste, però, vogliamo ancora imparare a sperare attraverso l’opera dello Spirito Santo, terza Persona della Trinità, che non è una semplice energia, come alcuni teologi provano ad insinuare. Lo Spirito è invece la presenza reale di Dio.
DI DON ALDO BUONAIUTO






