Immigrazione tra integrazione e sicurezza
Riportiamo l’intervista rilasciata da don Aldo a Carlo Cammoranesi, direttore del settimanale diocesano L’Azione.
Chiediamo a don Aldo Buonaiuto nuovo Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Migranti e Responsabile nelle Marche dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, cosa pensa del DDL sulla sicurezza che prevede il reato di clandestinità.
La Chiesa ha sempre affermato il primato e la difesa della dignità ed inviolabilità di ogni persona anche quando dovesse cadere in una colpa perchè non si può ridurre l’uomo al suo errore. Qui siamo in una situazione diversa dove, per la maggior parte dei casi, gli immigrati irregolari che arrivano nel nostro Paese sono dei disperati in fuga dalle guerra o dalla fame con la speranza di poter ricominciare a vivere. Il clandestino con questa legge viene equiparato ad un delinquente, colpevole di essere scappato dalla disperazione per poi essere marchiato come soggetto pericoloso, non gradito o addirittura respinto ancor prima di toccare terra.
Ma l’eccessiva tolleranza non può portare a disordini più grandi, per l’ordine pubblico e la sicurezza?
Certamente dobbiamo pretendere per tutti il rispetto delle regole, italiani compresi, ma questo DDL aumenterà l’illegalità costringendo gli irregolari a nascondersi di più e spingendoli a vivere nella paura e nella solitudine, con gravi conseguenze anche per la salute propria e dei più piccoli. Sono completamente d’accordo con l’affermazione del Segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti, Mons.Marchetto, che questa legge “porterà molti dolori, c’è forte preoccupazione per la tenuta dei diritti umani”.
E qual è la situazione dei migranti nella nostra diocesi?
I migranti erano sempre considerati una risorsa per l’economia dei nostri territori grazie al bisogno di manodopera per le aziende e alla forte richiesta di colf e badanti. Purtroppo con la crisi del lavoro coloro che non avevano un impiego stabile sono ricaduti nel baratro dell’indigenza costringendo molti a cercare altrove ed altri a sopravvivere con enormi difficoltà. Le richieste disperate di aiuto sono continue, nonostante la solidarietà presente non si riesce a rispondere adeguatamente alle tantissime richieste.
Cosa può ancora fare questa nostra Chiesa diocesana?
La nostra diocesi è già molto attiva e presente per aiutare i tanti poveri che chiedono aiuto con la forte presenza di immigrati senza lavoro e che perdono di conseguenza anche la casa. La Caritas è già molto presente, come tutte le altre Associazioni che si occupano dei poveri, anche se si può sempre migliorare ma senza sostituirci alle responsabilità e al dovere delle istituzioni preposte ad intervenire per la salvaguardia dei bisogni primari di tutti coloro che sono presenti nel territorio. Purtroppo è in aumento una certa intolleranza ed è per questo che dobbiamo promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione: questo è quello che intendo realizzare, come ufficio migranti, per i prossimi anni.
In ultimo, lei che vive insieme ai migranti più deboli che appello rivolgerebbe alle istituzioni?
Chiedo di non fare i forti con i deboli mentre poi è sotto gli occhi di tutti come si è cosi deboli con i forti! La supplica che rivolgo a tutte le nostre istituzioni è principalmente quella di non mettere in atto nuove forme di persecuzione per questi immigrati irregolari, bensì di fare del tutto per aiutarli, ascoltandoli e dando loro la possibilità di riscattarsi e di riconquistare quella pace tanto desiderata. Non facciamo agli altri ciò che non vorremmo mai fosse fatto a noi. Infine come non citare le parole di Gesù che sono per noi cristiani il primo e fondamentale punto di riferimento: “ero forestiero e mi avete ospitato”?







15 Dicembre 2009 alle 17:07
Sicurezza e informazione, internet e i diversi portali se chiari possono costituirre un valido strumento di analisi e di aiuto per chi si trova nella condizione di immigrato a tale proposito segnalo il portale http://www.immigratiestranieri.it, sarà possibile trovare informazioni chiare e guide pratiche.
4 Febbraio 2010 alle 23:36
le sue intenzioni sono molto belle, ma la situazione contingente non pemette di dare nessun futuro a questi irregolari. Praticamente vengono immessi nel mondo dell’illegalita, diventeranno spacciatori o comunque non sarà possibie dare loro un lavoro duraturo. La crisi economica è molto preoccuopante anche per noi italiani. Bisogna pensare bene prima di spendere belle parole che non hanno riscontro con la realtà. Non si trata di non volerli, si tratta che non c’è di che offrire loro per campare. inevitabilmente si incrementerà la delinquenza, si verrà ammazzati per strada per pochi soldi. Questa è la realtà.
Con molta stima
Giulia