Le schiave non possono più aspettare, vanno liberate

Don Aldo alla trasmissione “La Vita in Diretta” sul tema della prostituzione.

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2 Commenti a “Le schiave non possono più aspettare, vanno liberate”

  1. Mario scrive:

    Caro Don Aldo,
    mi chiamo Mario, sono di Pozzuoli (Napoli) ed ho 35 anni.
    Ti ammiro tanto per quello che fai per queste umili e indifese ragazze, la cui vita è umiliata, strappata, violentata da persone senza scrupoli (compresi i loro clienti).
    Moralmente, la mia famiglia ed io ti siamo vicini e ti ringraziamo per il bene che fai.
    Don Aldo, sei il degno erede di Don Oreste.
    Che Dio ti benedica!

  2. Franco scrive:

    Don Aldo, sono d’ accordo con lei sulla battaglia contro la prostituzione che sta portando avanti.
    Mi disgusta quando sento dire dalla gente, anche da chi ci governa, e specialmente dalle donne, che quella è una scelta di vita o è un lavoro come altri e come tale va rispettata.

    Che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo e quindi non dobbiamo farci niente, se non regolamentarlo.
    Io dico invece che le prostitute da sempre sono emarginate dalla società
    e vittime del vizio più antico del mondo praticato dagli uomini.
    La prostituzione è una piaga sociale che dobbiamo combattere alla radice educando i maschi e soprattutto i nostri figli a ridare dignità alle donne.

    L’ eccesso di libertà, la mancanza di educazione morale e il benessere ha favorito in questi anni la diffusione di luoghi di divertimento notturni come
    i night e i lapdance.
    Ebbene, in questi luoghi, si insinua subdolamente la prostituzione, non perchè praticata dentro i locali (anche se qualche volta succede per eccesso di privacy nei privè), ma perchè sono luoghi d’ incontro tra la domanda e l’ offerta di possibili rapporti sessuali da consumare privatamente fuori dai locali.
    Perciò la differenza tra una lapdancer e una escort o una prostituta sulla strada non è molta.
    Non dimentichiamo che nei locali lapdance gli incassi rilevanti provengono dai privè, non dagli spettacoli pubblici o dalle consumazioni; e i privè sono luoghi privati d’ incontro e contatto fisico tra la ragazza e il cliente difficilmente controllabile.

    Io, essendo maschio, non comprendo cosa possa spingere una donna libera a privarsi della propria dignità per fare la prostituta. Per donna libera intendo una donna che sia nata libera dalla schiavitù, dalla miseria e cresciuta in un paese civile come il nostro e quindi che possa scegliere come guadagnarsi da vivere.

    In quanto a moralità, sento troppo spesso dire che è sbagliato fare del moralismo in quanto nessuno ha i requisiti per dire a un altro cos’è giusto o sbagliato.
    Io dico però che un comportamento è immorale se non si accetta allo stesso modo quando è fatto dalla figlia, dalla madre o dalla sorella.
    Per esempio: se ritengo che la prostituta faccia un lavoro come un altro e se mi va bene che lo faccia mia madre, mia sorella, mia figlia o la mia fidanzata allora fare quel mestiere non è immorale.

    Se viviamo in una società dove questo comportamento non è immorale vuol dire che è una consuetudine largamente riconosciuta e non mi sembra che sia così.

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