Questo articolo è stato pubblicato
Giovedì, 12 Novembre 2009 alle 21:28
e classificato in Prostituzione.
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2 Commenti a “Le schiave non possono più aspettare, vanno liberate”
Caro Don Aldo,
mi chiamo Mario, sono di Pozzuoli (Napoli) ed ho 35 anni.
Ti ammiro tanto per quello che fai per queste umili e indifese ragazze, la cui vita è umiliata, strappata, violentata da persone senza scrupoli (compresi i loro clienti).
Moralmente, la mia famiglia ed io ti siamo vicini e ti ringraziamo per il bene che fai.
Don Aldo, sei il degno erede di Don Oreste.
Che Dio ti benedica!
Don Aldo, sono d’ accordo con lei sulla battaglia contro la prostituzione che sta portando avanti.
Mi disgusta quando sento dire dalla gente, anche da chi ci governa, e specialmente dalle donne, che quella è una scelta di vita o è un lavoro come altri e come tale va rispettata.
Che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo e quindi non dobbiamo farci niente, se non regolamentarlo.
Io dico invece che le prostitute da sempre sono emarginate dalla società
e vittime del vizio più antico del mondo praticato dagli uomini.
La prostituzione è una piaga sociale che dobbiamo combattere alla radice educando i maschi e soprattutto i nostri figli a ridare dignità alle donne.
L’ eccesso di libertà, la mancanza di educazione morale e il benessere ha favorito in questi anni la diffusione di luoghi di divertimento notturni come
i night e i lapdance.
Ebbene, in questi luoghi, si insinua subdolamente la prostituzione, non perchè praticata dentro i locali (anche se qualche volta succede per eccesso di privacy nei privè), ma perchè sono luoghi d’ incontro tra la domanda e l’ offerta di possibili rapporti sessuali da consumare privatamente fuori dai locali.
Perciò la differenza tra una lapdancer e una escort o una prostituta sulla strada non è molta.
Non dimentichiamo che nei locali lapdance gli incassi rilevanti provengono dai privè, non dagli spettacoli pubblici o dalle consumazioni; e i privè sono luoghi privati d’ incontro e contatto fisico tra la ragazza e il cliente difficilmente controllabile.
Io, essendo maschio, non comprendo cosa possa spingere una donna libera a privarsi della propria dignità per fare la prostituta. Per donna libera intendo una donna che sia nata libera dalla schiavitù, dalla miseria e cresciuta in un paese civile come il nostro e quindi che possa scegliere come guadagnarsi da vivere.
In quanto a moralità, sento troppo spesso dire che è sbagliato fare del moralismo in quanto nessuno ha i requisiti per dire a un altro cos’è giusto o sbagliato.
Io dico però che un comportamento è immorale se non si accetta allo stesso modo quando è fatto dalla figlia, dalla madre o dalla sorella.
Per esempio: se ritengo che la prostituta faccia un lavoro come un altro e se mi va bene che lo faccia mia madre, mia sorella, mia figlia o la mia fidanzata allora fare quel mestiere non è immorale.
Se viviamo in una società dove questo comportamento non è immorale vuol dire che è una consuetudine largamente riconosciuta e non mi sembra che sia così.
13 Novembre 2009 alle 18:44
Caro Don Aldo,
mi chiamo Mario, sono di Pozzuoli (Napoli) ed ho 35 anni.
Ti ammiro tanto per quello che fai per queste umili e indifese ragazze, la cui vita è umiliata, strappata, violentata da persone senza scrupoli (compresi i loro clienti).
Moralmente, la mia famiglia ed io ti siamo vicini e ti ringraziamo per il bene che fai.
Don Aldo, sei il degno erede di Don Oreste.
Che Dio ti benedica!
22 Novembre 2009 alle 18:35
Don Aldo, sono d’ accordo con lei sulla battaglia contro la prostituzione che sta portando avanti.
Mi disgusta quando sento dire dalla gente, anche da chi ci governa, e specialmente dalle donne, che quella è una scelta di vita o è un lavoro come altri e come tale va rispettata.
Che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo e quindi non dobbiamo farci niente, se non regolamentarlo.
Io dico invece che le prostitute da sempre sono emarginate dalla società
e vittime del vizio più antico del mondo praticato dagli uomini.
La prostituzione è una piaga sociale che dobbiamo combattere alla radice educando i maschi e soprattutto i nostri figli a ridare dignità alle donne.
L’ eccesso di libertà, la mancanza di educazione morale e il benessere ha favorito in questi anni la diffusione di luoghi di divertimento notturni come
i night e i lapdance.
Ebbene, in questi luoghi, si insinua subdolamente la prostituzione, non perchè praticata dentro i locali (anche se qualche volta succede per eccesso di privacy nei privè), ma perchè sono luoghi d’ incontro tra la domanda e l’ offerta di possibili rapporti sessuali da consumare privatamente fuori dai locali.
Perciò la differenza tra una lapdancer e una escort o una prostituta sulla strada non è molta.
Non dimentichiamo che nei locali lapdance gli incassi rilevanti provengono dai privè, non dagli spettacoli pubblici o dalle consumazioni; e i privè sono luoghi privati d’ incontro e contatto fisico tra la ragazza e il cliente difficilmente controllabile.
Io, essendo maschio, non comprendo cosa possa spingere una donna libera a privarsi della propria dignità per fare la prostituta. Per donna libera intendo una donna che sia nata libera dalla schiavitù, dalla miseria e cresciuta in un paese civile come il nostro e quindi che possa scegliere come guadagnarsi da vivere.
In quanto a moralità, sento troppo spesso dire che è sbagliato fare del moralismo in quanto nessuno ha i requisiti per dire a un altro cos’è giusto o sbagliato.
Io dico però che un comportamento è immorale se non si accetta allo stesso modo quando è fatto dalla figlia, dalla madre o dalla sorella.
Per esempio: se ritengo che la prostituta faccia un lavoro come un altro e se mi va bene che lo faccia mia madre, mia sorella, mia figlia o la mia fidanzata allora fare quel mestiere non è immorale.
Se viviamo in una società dove questo comportamento non è immorale vuol dire che è una consuetudine largamente riconosciuta e non mi sembra che sia così.