TESTE BACATE, FERMATEVI!
Articolo di don Aldo Buonaiuto apparso sul Corriere Adriatico di Martedì 23 Febbraio.
E’ incredibile! Inizialmente pensavo si trattasse di una falsa notizia, ma invece il fatto era proprio vero: attraverso Facebook, il social network più diffuso al mondo, è stato compiuto un vergognoso oltraggio ai danni dei bambini colpiti dalla sindrome di down. Purtroppo ancora una volta abbiamo dovuto subire la divulgazione mediatica di immagini e parole raccapriccianti ed irripetibili che speriamo non verrà annoverata come una delle tante notizie di trasgressione. A favore di questi bambini indifesi ma non indifendibili noi non possiamo tacere, anzi dobbiamo gridare ancora più forte affinché tali obbrobri vengano impediti. Il rispetto non può restare una parola vuota e la legge non può abdicare dinanzi a scempiaggini come questa soprattutto quando ci si rivolge verso i più piccoli ed inermi. Un’intera società, tutta quella parte sana che vogliamo credere ancora presente e in maggioranza, deve ribellarsi e denunciare con forza questa barbarie. I nomi e i volti di coloro che all’interno dei 1.700 iscritti hanno appoggiato questa vergogna, dovrebbero essere pubblicati con la scritta sulla fronte: bacati!! Sì, lo ripeto, bacati…teste bacate possono essere soltanto quelle di chi ha sottoscritto quelle ignobili sentenze. Sono persone evidentemente vuote e realmente ignoranti, che non sanno e non vogliono conoscere oppure saranno persone con forti disturbi psicologici che andrebbero comunque aiutate, curate ed accompagnate verso qualche terapia di sostegno e di rieducazione. Sicuramente i protagonisti di questo nuovo affronto dovrebbero trascorrere un buon periodo in quelle famiglie e Case Famiglia dove vivono queste persone stupende che, nonostante la malattia, hanno doni, qualità, talenti unici e una grande capacità di relazionarsi, di comunicare e anche di lavorare; essi si distinguono anche per la grande dolcezza e mansuetudine, ricchezza affettiva e mitezza. Lo Stato, insieme a tutte le istituzioni, deve dare un segnale fortissimo dinanzi ad una falsa libertà che sembra evolversi attraverso questi social network dove chiunque si sente legittimato a dire qualsiasi cosa al di là di ogni legge e di ogni etica. Tutto questo è inaccettabile e mi piacerebbe vedere, specialmente i nostri ragazzi, gli studenti, per una volta ribellarsi dinanzi a tutto ciò. Sì, penso a loro perché nelle scuole i ragazzi down sono tanto amati, seguiti e aiutati proprio dai loro coetanei. Queste nuove forme di razzismo estremo non possono soltanto allarmarci bensì devono spingerci ad un serio ed approfondito esame di coscienza, anche attraverso provvedimenti esemplari ed inequivocabili, non di facciata né di apparenza. Guai a banalizzare questi fenomeni senza reagire ed interagire con coloro che li tollerano, promuovono ed approvano.







25 Febbraio 2010 alle 20:30
Caro don Aldo siete così pochi sacerdoti ( tra cui ci metto anche mio fratello sacerdote)che combattete queste battaglie che non mi sembrano ne inutili ne superficiali visto che il cosidetto motore di ricerca Google vorrebbe diventare nella mente bacata dei fondatori come Dio. Un Dio elettronico Byte che governi le nostre vite cosi anche i cosidetti social network stanno andando nella stessa direzione. Siamo noi laici e voi sacerdoti che dobbiamo combattere con tutte le forze questa deriva laicista. A proposito del fatto che su Facebook sia sorto un gruppo contro
i bambini down ce n’è un altro chiamato Maratona Mariana che ha già più
di duemila amici che ha gia avuto diverse grazie. Per ulteriori commenti mi
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