“Nessuna donna nasce prostituta ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare”

Il quotidiano della Santa Sede, l’Osservatore Romano, ha pubblicato in data 19  Giugno un interessante articolo sul tema della PROSTITUZIONE, scritto dal Responsabile Generale dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, dott. Giovanni Paolo Ramonda.

Mercificazione della persona, no alla rassegnazione

Nel terzo millennio la mercificazione della persona è un fenomeno ancora da combattere, di fronte al quale, come affermava il Papa Giovanni Paolo II “ non possiamo restare impassibili e rassegnati”. Lo sfruttamento sessuale delle donne è la diretta conseguenza di sistemi ingiusti dove le vittime per migliorare le proprie condizioni di vita o semplicemente per sopravvivere diventano facile merce di scambio per trafficanti senza scrupoli. Don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che ha combattuto il drammatico fenomeno e restituito la libertà ad oltre 6000 ragazze, sosteneva che “nessuna donna nasce prostituta ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare”. La globalizzazione, l’aprirsi delle frontiere europee ai paesi dell’est, la maggiore possibilità di circolazione hanno incrementato il fenomeno dell’immigrazione verso un occidente più ricco, più ammiccante per chi volesse attingere al benessere in modo rapido. Pertanto intermediari e sfruttatori hanno organizzato dei veri e propri racket ad opera delle donne più indifese alimentando un incremento di violenze ed efferatezze. Giovanni Paolo II affermava “ è ora di condannare con vigore, dando vita ad appropriati strumenti legislativi di difesa, le forme di violenza sessuale che non di rado hanno per oggetto le donne”. E Benedetto XVI nella lettera alle donne del 29 giugno ’95 faceva propria la condanna già espressa dal Suo Predecessore sul sistematico sfruttamento della sessualità sostenendo la necessità di un programma di redenzione e di liberazione ai quali i cristiani non potevano più sottrarsi. In effetti il dibattito sulla questione sta interessando vari Governi. E divampano con vasta risonanza mediatica le diatribe sulle soluzioni cui pervenire. Sconcerta la tesi di coloro che pensano di poter risolvere il problema circoscrivendolo ad aree urbane a luci rosse o dando il merceficio in gestione a delle cooperative. Ci si domanda come si possa pensare di contrastare un male delimitandolo geograficamente o meglio regolamentandolo con opportune norme. Anche il furto è un male e così tante altre forme di sopruso che negano il senso del prossimo ma non si è mai pensato di combatterle disciplinandole o regolarizzandole perché queste possano acquisire parvenze di legittimità. Le soluzioni prospettate contrastano poi con la necessità di ricostruire un tessuto valoriale, del quale da più parti si lamenta la spaventosa carenza, indispensabile per consentire ai giovani la crescita in una società più sana e meno ipocrita. Ci si chiede inoltre come sia possibile far passare per legittimo ciò che è espressione di mero possesso della persona ridotta ad oggetto, di offesa della dignità e della libertà delle coscienze. Una cosa ingiusta rimane tale aldilà delle situazioni che condizionano o determinano l’atto. Ci si chiede infine perché non si pensi alla qualità della vita che sarebbe riservata alle “prostitute legalizzate” e alle loro famiglie. Il rispetto per il prossimo non è soltanto la regola fondante della nostra religione ma un’imprescindibile conquista sul piano della cultura e della civiltà. E’ quindi assolutamente determinante che i Governi diano vita a strumenti legislativi appropriati che consentano la repressione del fenomeno colpendo i responsabili del racket, inasprendo controlli e pene, fermando la domanda con opportune condanne. Uno Stato attento ed accorto deve essere vigile nella salvaguardia del Bene Comune se vuole promuovere la reale crescita umana e culturale dei suoi cittadini, non soggiacere ad ipocrite ed affrettate soluzioni di problemi, utili solo ai soliti “furbi”, privi di qualsiasi scrupolo. Uno Stato moderno deve combattere il male, in tutte le sue manifestazioni, se vuole dimostrare che quest’ultimo produce soltanto altro male e come tale va estirpato e severamente sanzionato. La prostituzione non è, come alcuni sostengono, l’incontro tra due libertà: quella tra la donna schiavizzata e il suo cliente, perché l’unica libertà possibile è quella di fare il bene. Per concludere con lo spirito di colui che ci ha guidati, don Oreste Benzi,ripetiamo che le donne schiavizzate dalla prostituzione non vanno consolate, né mantenute, né altrove dislocate, vanno liberate.

(©L’Osservatore Romano - 19 giugno 2008)

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3 Commenti a ““Nessuna donna nasce prostituta ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare””

  1. Incognito81 scrive:

    Metteteci le vostre figlie a fare le prostitute e vediamo se sarete così daccordo nel riaprire le case chiuse… Il giorno in cui vostra figlia verrà e vi dirà “Mamma, papà… in fabbrica guadagno poco, ho deciso di cambiare lavoro: faccio la prostituta”, allora lì vi renderete conto dello schifo e della vergogna racchiusa in questa parola: casa chiusa!! non è sicuramente sinonimo di libertà!!!

  2. franco scrive:

    Caro Don Aldo, gradirei una sua risposta riguardo al fenomeno dei locali lapdance in Italia.
    Avevo inserito un mio commento su questo costume diffuso ma vedo che è stato cancellato. Invito tutti a prestare molta attenzione anche a questo argomento perchè apparentemente non centra nulla con la schiavitù del sesso, ma quello è l’ indotto della prostituzione. Andate a verificare come termina la carriera una ragazza che fa questa professione indegna.

  3. Sabrina scrive:

    Caro Don Aldo,mi scuso per eventuali errori,la mia esperienza e diversa non ha a che fare con la prostituzione pero e sempre leggata alla violenza,prepotenza,ingiustizia,dove la dignita della donna viene ofessa e calpestata sono una ragazza del est sono nata e cresciuta in un ambiente e una societa APPARENTEMENTE senza futuro,con passato e un presente dove domina la violenza tutto si prendeva e si prende tuttora con la violenza sia fizica che verbale specialmente nei confronti delle donne,indifferenza del governo la mancanza delle leggi nella tuttela delle donna,la mancanza dei servizi sociali,non ne parliamo delle case d’accoglienza,associazioni dove non c’e’ niente le donne non hanno neanche la speranza,io ho visto e ho subito la violenza attraverso il corpo e l’anima di mia madre botte fino alla perdita di conoscenza,con denti che alla potenza ,la forza ,la ferocea di un pugno si spezzava come dei stuzzicadenti,capelli strappati,cortelli alla golla costole e braccio rotto raporti sessuali con la forza,umiliazioni che per un essere umano sono inimmaginabile,dal eta di 5 anni ero unica persona che aiutava mia madre a riuscire a scapare dalle mani di quella bestia mia madre a 47 anni ma ne dimonstra 60 forse anche di piu adesso e libera al siguro dar a dovuto aspetare che io diventassi adulta per uscirne da quel tunel che piano piano l’ha avrebbe portato siguramente alla morte se non per mano della bestia un suicidio,e cosi fragile,disperatta ,umiliata nel profondo del cuore ,adesso lotta contro la depressione,una vita rovinata,sono unica sua forza morale ed economica,ma questo lo posso fare dal ITALIA perche solo lavorando qua mi posso permettere di ocuparmi di lei e dargli almeno d’adesso in poi giorni tranquilli ma tutto questo lo devo fare da lontano privandola (e nello stesso momento privandomi di quel colore e amore che potrebbe curare quelle ferite) lei li sola io qua in un paese straniero ancora piu sola senza nessuno che ti possa capire tutti pronti a fregati,senza tante prospective,con opportunita zero per una che non ha neanche una diploma,ai due opzioni scegliere da vigliaco di abandonare tua madre e il passato e con quel poco provare a construire una tua strada o pure ammazarti per pochi € e salvare lei e sopravivere tu voi che cosa fareste?eu ho scelto la seconda rinunciare la mia vita e nutrirmi attraverso la sua e il suo camino di ripresa se questo sara posibile ,per me l’amore sono gli occhi di mia madre,anche perche altra forma di amore non ho conodciuto,in tutta questa sofferenza mia madre ne e uscita e ha me che non la lascera mai ma non tutte hanno “fortuna”.Il punto e che queste donne sono senza via di uscita senza una rete d’aiuti concreti e veloci,questa societa indifferente a uciso a foco lento l’anima di mia madre e soprattuto la mia che non ho mai cunosciuto l’amore vero,non riesco ad avere un raporto umano,sessuale,un contacto fizico un semplice abbraccio un baccio,non so che vuol dire feste serene felicita non lo mai conosciuto il mio cuore la mia anima e avolta da un dolore immenso dalla solitudine dalla mancanza di calore umano,se avessi i mezzi e la preparazione vorrei tentare di fare di cambiare qualcosa ma mi sa che e soltanto uno dei tanti sogni ma probabilmente destinato solo a far songnare perche io trovo un soriso nel imaginario perche e cosi che la gente come me vive o prova a toccare l’amore come le persone cieco dalla nascita che per individuare nella loro memoria le cose che non hanno mai visto gli danno una loro interpretazione alle cose ai colori….grazie per lo sfogo mi auguro che un giorno anche nel mio paese R. sara gente e associazioni che fanno cose concrete e per bene,per aiutare queste persone che anno solo la colpa di essere nato li,Don Aldo so che ai aiutato tante mie conazionale e gli hai salvato dalla strada e non solo ti ringrazio a nome di tutta la gente per bene che non ostante non si vede ma c’e GRAZIE GRAZIE.

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